Nuovo contratto nazionale!


Dal 1° aprile è in vigore un nuovo contratto nazionale per l’edilizia.

I lavoratori dell’edilizia su tutto il territorio nazionale sono nuovamente coperti da un contratto nazionale. Sulla scia degli accordi presi in Ticino e nel Canton Ginevra, sindacati e padronato hanno trovato un accordo nazionale che, dopo la votazione favorevole dei lavoratori, è stato ratificato lo scorso fine settimana anche dagli impresari costruttori.

 

E’ fondamentale fare qualche passo indietro e rivedere come si sono sviluppati gli avvenimenti negli ultimi due anni. Durante il 2010, nella preparazione al rinnovo, Unia aveva sviluppato un sondaggio su larga scala coinvolgendo i lavoratori per capire in quale direzione muoversi. Nella lettura dei dati raccolti, era scaturita una volontà chiara e indiscutibile: a fronte di un’importante aumento del volume d’affari generato dal settore, i lavoratori –costretti a un aumento di produttività importante (fatta di deterioramento delle condizioni di lavoro e dell’esplosione dei ritmi di lavoro)- chiedevano maggiore protezione e aumenti salariali decenti.

 

Il pacchetto rivendicativo padronale, per l’ennesima volta offensivo, voleva spazzare via alcune conquiste fondamentali che facevano del CNM un contratto più che dignitoso. Un attacco che voleva rivendicare la possibilità di derogare ai minimi salariali, ad aumentare la flessibilità, a restringere il campo d’applicazione e a diminuire la copertura assicurativa dei lavoratori in malattia, riducendone le indennità e introducendo la possibilità di licenziamento.

 

Al termine di un 2011 intenso (mobilitazioni –due nella nostra regione- e manifestazioni), legato a delle trattative lunghe ed infruttuose (15 tornate di discussione e rotture più o meno regolari) il contratto è arrivato a scadenza alla fine del mese di dicembre. Era quindi fondamentale riprendere la discussione per evitare che, nel vuoto contrattuale, le imprese potessero iniziare a fare quello che volevano (più del solito, si intende…).


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Info_edilizia_aprile_2012_-_4_pg_vers_2.pdf I Info Edilizia; dal 1° aprile è in vigore un nuovo contratto nazion ale per l’edilizia 147 KB

Accordo "poste"cantonale



Da venerdì 3 febbraio 2012 l’edilizia cantonale ha il paracadute. Le parti contrattuali hanno raggiunto un accordo ponte in attesa di sviluppi sul piano Nazionale. Una buona notizia per tutti gli attori presenti sul territorio: in modo

particolare anche per i lavoratori che si vedono riconosciuto quanto rivendicato con forza durante il 2011!

 

Due obiettivi importanti indicati dai lavoratori, a conseguire nell’accordo cantonale sono stati raggiunti: il primo è la responsabilità solidale. Rivendicata con forza nel corso dell’anno appena concluso quale strumento contro gli abusi stile cantiere LAC di Lugano, la responsabilità solidale diventa realtà nel contratto ponte di quest’anno. O meglio, entro il 31 marzo un gruppo di lavoro affiancato da giuristi dovrà elaborarla materialmente. In sintesi, si tratta di una clausola voluta per inchiodare a una maggiore responsabilità le imprese generali che affidano subappalti a ditte che sfruttano illegalmente gli operai. Per inciso, è una norma che la dirigenza nazionale degli impresari rifiuta categoricamente di inserire nella convenzione. >>> segue

 

Venerdì 2 dicembre: migliaia di lavoratori in piazza, in difesa della dignità!



Venerdì ancora una volta i lavoratori edili ticinesi hanno dato una prova di compattezza e determinazione che non conosce uguali in Svizzera.
A meno di 5 mesi dalla grande giornata di lotta dello scorso 4 luglio, venerdì oltre 2’000 edili hanno invaso Bellinzona manifestando a difesa della dignità e del Contratto collettivo nazionale che ora deve essere migliorato per dare le risposte che si impongono per contrastare i ripetuti abusi e i casi di dumping salariale.

 

Da parte di Unia un sentito e commosso ringraziamento a tutti voi che avete nuovamente indicato la strada a tutti i salariati di questo paese, quella della lotta sindacale. 

Ci sembra che la mobilitazione di venerdì 2 dicembre lanci 3 chiari messaggi al padronato dell’edilizia: 

 

Gli operai edili sono determinati come non mai

Malgrado le forti e indecorose pressioni che numerosi operai hanno subito dalle imprese la giornata è stata coronata da una forte fortissima partecipazione dei lavoratori. Oltre 2'000 operai dell’edilizia si sono astenuti dal lavoro e hanno raggiunto Bellinzona. Questa giornata,

come detto segue di pochi mesi un’altra mobilitazione storica , quella andata in scena lo scorso 4 luglio a Lugano. Il padronato è avvisato: è tempo e ora di prendere sul serio le rivendicazioni dei lavoratori organizzati nel sindacato e di dare le risposte contrattuali che si impongono. In caso contrario a breve scenderemo nuovamente nelle strade e probabilmente in numero ancora maggiore rispetto alle manifestazioni tenute nel 2011.

 

Risposta compatta del fronte sindacale. L’unità sindacale è un bene che nella lotta non può essere disperso

Il giorno prima della manifestazione di Bellinzona gli Impresari costruttori a livello nazionale hanno diramato un comunicato infelice e semplicemente provocatorio affermando che non avrebbero più promosso trattative con Unia il più grande e rappresentativo sindacato di questo paese. Evidente il tentativo di dividere il fronte sindacale e i lavoratori tra sindacati inaffidabili e sindacati concilianti verso le istanze del padronato. La più bella risposta l’hanno data gli operai sostenuti da Unia e Ocst manifestando compatti per le vie di Bellinzona e rivendicando a gran voce che l’unità sindacale è un valore aggiunto che non può essere gettato a mare. Soprattutto in un periodo di grosse tensioni come quello attuale.

 

E ora finalmente la responsabilità solidale nel Contratto unico antidoto per frenare  degrado e deregolamentazione

A fronte di un mercato incapace di autoregolarsi e di Imprese che rompono il mercato e acuiscono la concorrenza con prezzi a dir poco insostenibili, che generano poi i fenomeni dei subappalti a catena, è giunto finalmente il momento di vincolare il padronato alle proprie responsabilità. Per questo a Bellinzona durante tutto l’arco della giornata è stato ribadito a gran voce che va introdotto nel Contratto il concetto di responsabilità solidale: un’impresa che decide di praticare subappalti deve essere garante del rispetto delle condizioni contrattuali da parte dell’impresa cui ha subappaltato i lavori.

 

>>> scarica il volantino

Mobilitazione del settore edile!



 

BELLINZONA–STADIO COMUNALE 
   
VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011

 

             

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Il comparto del mattone vive una situazione di privilegio continuo

 

Così è stata descritta, alla presentazione degli ultimi dati statistici, la situazione nel settore edile dagli ambienti economici. La stessa cosa non possono dirla i lavoratori: negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un continuo e costante peggioramento delle condizioni di lavoro, con molteplici casi di abusi denunciati dalle organizzazioni sindacali. Un tema di triste attualità mediatica, un’accelerazione pericolosa che segnala una precisa deriva del settore, contro la quale si impongono le necessarie risposte strutturali!

 

In un contesto di forte produttività ma di diritti attaccati, con minimi salariali fermi al palo da anni e modesti aumenti, i lavoratori hanno elaborato un pacchetto rivendicativo molto semplice per il rinnovo contrattuale: maggiore protezione e dignità per chi produce con fatica!! A febbraio le trattative sono iniziate, sviluppandosi in una quindicina di incontri. Il risultato è riassumibile come segue:

 

A partire dal 1. gennaio 2012 il settore si ritroverà senza un contratto collettivo di lavoro (CNM) valido, per decreto federale, per tutti i lavoratori attivi sui cantieri della Svizzera. Secondo dato di fatto: una situazione aconvenzionale (senza CNM) non è una soluzione.

 

La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC-CH), ma solo a parole, concorda pienamente con questa valutazione. Ma alle parole, devono seguire degli atti concreti e coerenti: proprio su questo terreno, la SSIC-CH ha un atteggiamento poco chiaro, provocatorio e spericolato: negli ultimi due incontri di negoziazione nazionale ha mostrato il proprio vero volto, con una chiusura sulle proposte sindacali ed una serie di proposte e provocazioni che hanno fatto saltare il tavolo della trattativa. Per loro il principio della "responsabilità solidale" (ovvero, se il subappaltatore non rispetta il CNM è l'impresa pilota locale "che paga") non è praticabile, i lavoratori "anziani meno produttivi" devono essere pagati di meno, i lavoratori con meno di 45 anni - se ammalati o infortunati - devono essere licenziati dopo i primi 30 giorni di assenza, buona parte degli autisti devono essere esclusi dal CNM e perdere il diritto al pensionamento anticipato, ecc. . Aumenti? Briciole.

 

 

La SSIC-CH, invece di rafforzare il CNM e difendere la professionalità di un intero settore, vuole semplicemente avere "le mani libere". Libere magari di prolungare il contratto, a costo zero, per tornare a trattare quando la produttività calerà, tra un anno o due, con il coltello dalla parte del manico! Inaccettabile e fuori da ogni logica.

 

Per convincere gli impresari costruttori ad una diversa attitudine è importante riprendere il percorso di mobilitazione dei lavoratori!

 

    Venerdì 2 dicembre 2011 
          tutti a Bellinzona!

 

 

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Rimangiata la parola data!

Gli impresari costruttori fanno saltare le trattative

 

 

 

Il settore edile “tira”, si pretende sempre di più dai lavoratori, si lavora sotto le intemperie mettendo in pericolo la propria salute, le speculazioni sui cantieri che favoriscono il dumping salariale e contrattuale sono all’ordine del giorno: i lavoratori edili pretendono un rispetto maggiore e un rafforzamento delle protezioni contrattuali.

Negli ultimi nove mesi (una quindicina di tornate di trattativa!) i sindacati e la società svizzera impresari costruttori hanno negoziato dei miglioramenti su pochi ma determinanti punti: purtroppo in modo incomprensibile ed irresponsabile nelle ultime due tornate di discussione hanno fatto dietrofront facendo saltare la trattativa e decretando il fallimento dei negoziati!

Come se non bastasse, gli impresari costruttori hanno addirittura confermato un ritorno alle loro richieste di smantellamento contrattuale! Alcuni esempi:

 

 

 

Adeguamenti dei salari minimi contrattuali: gli impresari costruttori avevano proposto alcune settimane orsono un adeguamento dei minimi salariali per il 1.1.2012 nell’ordine del 2.2%. Salari minimi contrattuali che erano rimasti fermi al palo negli scorsi due anni. In occasione dell’ultima tornata di trattativa, l’offerta si è improvvisamente ridotta all’1%. La parola data deve essere rispettata!

 

 

 

Brutali richieste di smantellamento: gli impresari costruttori da una parte fanno retromarcia sulle giustificate esigenze dei lavoratori edili e dall’altra parte non si trattengono nel proporre massicci peggioramenti contrattuali:

  • per i lavoratori attivi sui cantieri con diversi anni di servizio e per i lavoratori più anziani, se ritenuti dall’impresa “meno produttivi”, dovrebbero essere esclusi dall’obbligo di rispetto dei minimi salariali;
  • gli edili con meno di 45 anni, infortunati o ammalati, dovrebbero essere licenziati dopo un mese nel primo anno di servizio;
  • i lavoratori della sabbia e della ghiaia, del riciclaggio dei materiali edili e delle ditte di trasporto edili dovrebbero essere esclusi dal CNM

 Un vuoto contrattuale a partire dal 1. gennaio 2012 è ora inevitabile.

· soluzioni ai problemi nei cantieri!

· un CNM migliore!

· un’azione incisiva contro il dumping salariale!

· maggiori protezioni lavorative!


LOTTIAMO INSIEME PER UN VERO CONTRATTO E 
CONTRO
IL DUMPING SALARIALE!


GIORNATA DI MOBILITAZIONE DEL SETTORE EDILE TUTTI A BELLINZONA!

VENERDI’ 2 DICEMBRE 2011

 

 

Gli impresari costruttori devono assumersi le proprie responsabilità: senza un CNM, la situazione sui cantieri edili andrà alla completa deriva. I lavoratori edili chiedono

Le nostre giustificate rivendicazioni

I risultati di un sondaggio condotto tra oltre 16 000 lavoratori edili mostrano con chiarezza cosa sta più a cuore ai lavoratori edili: una maggiore protezione! 

 

 

100 % del salario in caso di infortunio e malattia 

Oggi in caso di ore di lavoro perse a seguito di malattia o infortunio senza loro colpa, gli edili ricevono solo l’80 % del salario e in caso di malattia devono anche pagare di tasca propria un giorno di attesa! Gli edili rivendicano però la stessa disciplina che da tempo vige in numerosi rami professionali: versamento dell’intero salario senza restrizioni. 

 

Regolamentazione semplice ed equa in materia d’intemperie 

Già oggi in caso d’intemperie i lavori dovrebbero essere interrotti a tutela della salute dei lavoratori. Ma oggi gli edili hanno poca voce in capitolo e devono anche recuperare interamente le ore di lavoro perse! Le maestranze dovrebbero invece godere di un diritto di co-decisione e i datori di lavoro dovrebbero farsi carico di una parte delle ore di lavoro perse! 

 

Protezione contro il licenziamento per i lavoratori più anziani e gli edili sindacalmente impegnati 

La pratica di licenziare gli edili più anziani per sostituirli con lavoratori interinali o colleghi più giovani è molto diffusa. Raramente i lavoratori anziani licenziati riescono a trovare un nuovo impiego e rischiano addirittura di perdere il diritto al pensionamento a 60 anni. Anche i lavoratori sindacalmente attivi subiscono regolarmente pressioni. Eppure non fanno che esercitare un diritto sancito dalla Costituzione. Ecco perché urge una protezione contro il licenziamento.

 

Estirpare il male alla radice 

Numerosi abusi e violazioni contrattuali sono dovuti al fatto che le imprese edili affidano l’esecuzione dei lavori a subappaltatori che a loro volta subappaltano ad altre imprese. Tutti i soggetti coinvolti vogliono realizzare un guadagno e alla fine i lavori sono spesso eseguiti da lavoratori interinali o addirittura da lavoratori in nero esposti al dumping salariale. Vogliamo fermare questi abusi limitando il ricorso al lavoro interinale e introducendo un regime di responsabilità solidale. 

 

 

Il CNM scadrà il 31 dicembre 2011

Come ben sapete il Contratto Nazionale Mantello è lo strumento che permette a tutti i lavoratori edili attivi in Svizzera, indipendentemente dal loro rapporto di lavoro (fissi, temporanei, distaccati, ecc.), di avere un’efficace tutela contrattuale.

Grazie alle importanti lotte condotte sui cantieri nel corso degli ultimi anni si è riusciti a bloccare i tentativi degli impresari costruttori di peggiorarne il contenuto. Addirittura in alcuni ambiti, quali ad esempio l’età di pensionamento, siamo riusciti a ottenere delle importanti conquiste.

Ciò non di meno, anche a causa del fatto che il mercato del lavoro si è modificato (aumento delle forme di lavoro precarie, pressione per una flessibilizzazione dell’orario di lavoro, aumento dell’intensità, ecc.)

4 luglio 2011: 1500 lavoratori in piazza a Lugano



E’ stato con un gesto di straordinario coraggio e di grande senso civico che lo scorso 4 luglio, 1'500 lavoratori dell’edilizia hanno disertato i cantieri dando voce alla manifestazione di Lugano.

Un imponente spirito collettivo di rabbia e dignità che ha invaso le strade già di primo mattino, mentre i luoghi di lavoro si svuotavano e l’affluenza al padiglione preposto all’assemblea si riempiva. Scrivevamo appena una decina di giorni fa che “il dibattito che la mobilitazione ha creato e continuerà a creare è già una vittoria, in barba a chi ci dipinge, come alcuni imprenditori e altre organizzazioni sindacali, solo come folli agitatori”. Ora con grande soddisfazione possiamo ribadirlo: i lavoratori, loro, hanno vinto la prima battaglia, rivendicando con forza, per primi, la necessità di un cambiamento di rotta nel settore!

L’assemblea che ha aperto la giornata, seguita da centinaia di lavoratori, ha votato all’unanimità una risoluzione che articola in modo chiaro gli assi d’intervento attorno ai quali intendiamo costruire, e costruiremo, la nostra strategia nel settore dell’edilizia nei prossimi tempi. La collaborazione stretta e quasi quotidiana allacciata con la Procura Pubblica ne rappresenta un primo tassello. L’intervento pubblico e politico, cha ha costretto l’intero panorama partitico cantonale a chinarsi sulle problematiche degli abusi nel settore dell’edilizia ne è un secondo. La nostra azione però non si deve esaurire a cavallo delle meritate vacanze, ma deve proseguire con forza e rinnovato slancio tutti i giorni. Nelle prossime settimane presenteremo all’associazione padronale ed alla politica una serie di iniziative, previste nella risoluzione. Come sono lontani i tempi in cui Unia veniva dipinta dal padronato come “venditrice di bufale” o come “propagandista”! E dalla prossima fine di agosto, in concomitanza con il proseguimento delle trattative nazionali, il tema in discussione non potrà che essere quello relativo ai contratti che regolano il settore. L’abbiamo detto, l’abbiamo ribadito, lo ribadiremo, con forza e volontà ferrea: nessun peggioramento per i lavoratori, miglioramenti concreti sul tema della protezione! Troppi bocconi amari sono stati ingoiati da chi, negli ultimi anni, ha contribuito in modo fattivo alla crescita del settore edile in questo paese: è il momento di pensare al futuro e di intervenire con decisione, per il tramite di norme e regolamenti ferrei, protettivi e che difendano i lavoratori in futuro!

 

Dopo le vacanze collettive dell’edilizia, proseguiranno le trattative nazionali riguardanti il rinnovo del nostro contratto di riferimento. Le distanze che separano il fronte padronale dal fronte sindacale sono, allo stato attuale, ancora abissali. Da una parte i lavoratori rivendicano maggiore protezione, un blocco sulla flessibilità e regole chiare per tutti. Il padronato si ostina tuttavia a ribadire la volontà di svuotare il contratto, colpendo i salari, aumentando la flessibilità, restringendo il campo di applicazione e liberalizzando in modo folle la possibilità di gestire le imprese senza regole (subappalto, interinali, …).

I lavoratori si sono già espressi in modo chiaro più volte, ma è il momento ora di ribadire il

concetto, in modo collettivo e solidale, in modo che l’intera comunità padronale si renda  conto della volontà dei lavoratori.

 

Per questo motivo è stata indetta una grande manifestazione nazionale a Berna per lanciare un ultimo e forte segnale al padronato prima dell’ultima tornata di trattative. Invitiamo tutti gli operai edili a partecipare a questa giornata di mobilitazione che dovrà evidenziare la compattezza la solidarietà e la determinazione dei lavoratori del settore!

Sabato 24 settembre tutti a Berna!

 

Annuncia la tua partecipazione presso uno dei segretariati Unia

>> Scarica il volantino informativo di luglio

Lottiamo per un contratto migliore!

Durante le trattative per il rinnovo del CNM nazionale i padroni hanno gettato la maschera ribadendo, per l’ennesima volta, la volontà di svuotare di contenuti il miglior contratto collettivo esistente nel nostro paese.

Il padronato ha un unico obiettivo, in un mercato che va a gonfie vele: spremere i lavoratori fino all’osso e aumentare al massimo i profitti!

A fronte del continuo deterioramento delle condizioni di lavoro, i lavoratori si sono espressi invece in modo chiaro: maggiore protezione, a tutti i livelli, oggi e in futuro!!

La risposta padronale al tavolo delle trattative è riassumibile in quest’inaccettabile elenco:

  • smantellamento della protezione contro il licenziamento in caso di malattia
  • flessibilità totale dell’orario di lavoro
  • attacco ai salari minimi di categoria
  • morte dei CCL cantonali
  • aumentare il tempo di trasferta a 45 minuti
  • ridurre o abolire le indennità per il lavoro notturno, domenicale, e festivo, a sciolte…
  • annullare le indennità per il lavoro fango e nell’acqua
  • ridurre il campo di applicazione del CNM (autisti, depositi, …)

Proposte come queste non meritano altro che una risposta forte dei lavoratori !

MOBILITIAMOCI PER :

  • BLOCCARE IL DEGRADO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO !
  • CONDIZIONI DI LAVORO DIGNITOSE !
  • DIFENDERE E MIGLIORARE IL CNM !
  • UN OTTIMO CONTRATTO CANTONALE !
  • OTTENERE AUMENTI SALARIALI DECENTI !

È giusto chiedere più protezione

 Alla fine dell’anno scade il Contratto nazionale mantello dell’edilizia principale (CNM). È uno dei contratti collettivi di lavoro più importanti in Svizzera. Il CNM regola il salario minimo, l’orario di lavoro e molto altro ancora per circa 100’000 lavoratori dell’edilizia.

 

Vogliamo mantenere un buon CNM. Con il rinnovo vogliamo risolvere anche i problemi più sentiti dai lavoratori del settore.

 

I lavoratori edili si sono espressi! Chiedono più protezione. Primo di tutto per non rischiare la propria salute quando il freddo è pungente; secondo per quando subiscono un infortunio o si ammalano; terzo contro il licenziamento dei lavoratori edili più anziani e dei colleghi che s’impegnano a favore di salari e di condizioni di lavoro migliori. Queste sono le priorità emerse da un’inchiesta tra oltre 16’000 lavoratori edili. Unia non aveva mai condotto un’indagine così ampia. Adesso possiamo dirlo con certezza: sappiamo quali sono i problemi più sentiti degli edili. In questo giornale esponiamo le rivendicazioni più importanti.

 

I lavoratori edili sanno che il CNM e l’età pensionabile a 60 anni non sono piovuti dal cielo. Sono il risultato di una grande solidarietà tra gli edili e della loro volontà di lottare per condizioni di lavoro più eque. Anche quest’anno dovremo lottare insieme per ottenere più protezione per i lavoratori edili che svolgono un duro lavoro. Lo faremo perché è giusto che sia così.   

 

Edilizia: realtà cantonale

Il contratto cantonale dell’edilizia (CCL-TI Edilizia)

Questo contratto in scadenza con la fine di quest’anno è stato rinnovato per un anno. In questo modo, lo stesso avrà scadenza parificata con il Contratto Nazionale Mantello e permetterà all’organizzazione di lavorare e mobilitarsi su entrambi i fronti.

Nello stesso ambito, una nuova soluzione, che permette un maggiore controllo in merito del lavoro durante i sabati è stata approvata.

Tutte le parti hanno sottolineato l’importanza del contratto ticinese e la necessità di maggiori sforzi nell’applicazione: si tratta di una chiara presa di posizione che da ragione alla politica di denuncia attuata da Unia durante quest’autunno, quando in modo vigoroso e pubblico avevo più volte denunciato il degrado delle condizioni di lavoro sui cantieri della regione.

 

Il ruolo di Unia nella Commissione Paritetica dell’Edilizia (CPC)

 

Con una presa di posizione chiara, la Commissione Paritetica Cantonale ha espresso la propria piena fiducia nei confronti di Unia, riconoscendo la buona fede nelle denunce fatte in modo pubblico. Questa risposta, finalmente chiara, coincide con il rientro di Unia dal 13 dicembre nella Commissione paritetica dell’edilizia e la fine dell’autosospensione.

 

>> vai alla pagina
>> scarica il foglio informativo nr.1
>> Scarica volantino "NO! a un CNM Light!"

Documenti

Doc. Lingua Descrizione Dim. file
Revendications_syndicats_CN_2012_03.pdf F Rivendicazioni dei sindacati (documento in francese) 77 KB
B110525_Verhandlungsunterbruch_Mitglieder_i_01.pdf I Lettera dei padroni, 25 maggio 2011 33 KB
Lettera_trattative_CNM_110526_01.pdf I Lettera dei sindacati Unia e Syna, 26 maggio 2011 65 KB

Scarica il giornale edile in diverse linque

Doc. Lingua Descrizione Dim. file
Giornale_edile_Feb2011_it.pdf I Giornale Edile, 1° edizione febbraio 2011 1 MB
Giornale_edile_Feb2011_dt.pdf D Giornale Edile, 1° edizione febbraio 2011 1 MB
Giornale_edile_Feb2011_fr.pdf F Giornale Edile, 1° edizione febbraio 2011 1 MB
Giornale_edile_Feb2011_po.pdf PT Giornale Edile, 1° edizione febbraio 2011 1 MB
Giornale_edile_Feb2011_sp.pdf SP Giornale Edile, 1° edizione febbraio 2011 1 MB
Giornale_edile_Feb2011_al.pdf AL Giornale Edile, 1° edizione febbraio 2011 1 MB
Giornale_edile_Feb2011_sk.pdf SK Giornale Edile, 1° edizione febbraio 2011 1 MB