"Vogliamo un lavoro, non inutili corsi!"

25'000 giovani senza posto di tirocinio e disoccupazione giovanile superiore al 6%: i giovani Unia chiedono finalmente l’adozione di misure efficaci e organizzano una settimana d’azione in programma all’inizio di novembre.

Dominik Schrott, impiegato del commercio al dettaglio diplomato, ha 22 anni e da nove mesi è disoccupato. Poiché sta studiando per conseguire la maturità federale, può lavorare solo al 60%. Con questo handicap e un’esperienza professionale limitata ad un anno e mezzo, la ricerca di un posto di lavoro si prospetta difficile. Ma l’affiliato Unia Schrott è in buona compagnia: secondo le statistiche ufficiali alla fine di settembre 2005 circa il 6% dei giovani di età compresa tra 20 e 24 anni è disoccupato. In realtà i giovani disoccupati potrebbero essere almeno il doppio, dato che molti neanche si annunciano agli uffici regionali di collocamento (URC).

 

La ventunenne Julie Martinoia è fortunata. Due mesi dopo la conclusione del suo tirocinio di costruttrice ha trovato un lavoro. Certo, il tragitto per raggiungere il posto di lavoro è di un’ora e un quarto, ma l’alternativa è comunque preferibile allo stage proposto dall’URC a 1000 franchi il mese. «Non ho certo fatto un tirocinio di 4 anni per guadagnare un salario così basso, che non mi permetterebbe neanche di vivere», dice Julie.

 

Le idee non mancano

«Questi stage così malpagati sono una sfrontatezza», commenta il segretario dei Giovani Unia Jean Christophe Schwaab, convinto che i tirocini diano ai giovani una preparazione professionale sufficiente. Secondo lo stesso, d’altronde, anche la lotta alla carenza dei posti di tirocinio è basata su progetti di dubbia validità. La maggior parte mira infatti al miglioramento della preparazione delle candidate e dei candidati tramite stage, corsi di lingua o corsi focalizzati sui colloqui di lavoro. «Ma queste misure non creano posti di tirocinio. Dobbiamo aumentare il numero dei posti di tirocinio e di lavoro per i giovani», commenta con convinzione Schwaab. Occorrerebbe allora escludere le aziende che non formano apprendisti dall’assegnazione di commesse e sovvenzioni pubbliche. Le aziende che offrono posti di tirocinio dovrebbero invece essere agevolate da fondi di formazione professionale. In vari rami professionali e Cantoni questi fondi esistono già o sono in fase di costituzione. Unia chiede allo Stato un aumento del 10% dei posti di tirocinio nelle scuole medie di commercio e nelle officine di apprendistato.

 

Future Now: grande manifestazione

«Il mondo politico non interverrà finché non avrà riconosciuto la serietà del problema», dice Jean Christophe Schwaab. Ecco perché i Giovani Unia devono continuare a battersi. Il prossimo 10 novembre i rappresentanti del mondo politico, economico e amministrativo si riuniranno in occasione della Conferenza sui posti di tirocinio. In vista di questo importante appuntamento i Giovani Unia lanciano una settimana d’azione. I sit-in, le azioni fantasiose e gli incontri informativi in programma tra il 31 ottobre e il 5 novembre mirano a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla difficile situazione dei giovani e ad esercitare una forte pressione sui responsabili. La settimana d’azione si concluderà il 5 novembre a Zurigo con la grande manifestazione “Future now!”, organizzata dall’associazione Offene Jugendarbeit Zürich, in collaborazione con sindacati, partiti e organizzazioni giovanili. Un appuntamento a cui non mancheranno gli affiliati Unia Jean Christophe Schwaab, Dominik Schrott e Julie Martinoia.

 

Maggiori informazioni all’indirizzo www.unia.ch/giovani. Per conoscere le azioni in programma nella vostra regione, scrivete all’indirizzo jugend[at]unia.ch o chiamate il numero 031 350 23 28. Manifestazione del 5 novembre: raduno ore 15.30, Bürkliplatz, Zurigo.