Parola d’ordine: controlli!

Le sindacaliste rivendicano controlli. Congresso delle donne USS 2013

Le verifiche salariali volontarie si sono rivelate inefficaci

L’esperimento delle verifiche salariali su base volontaria è fallito. Non possiamo attendere oltre. Urgono misure per obbligare le imprese a verificare i salari femminili e in presenza di una discriminazione a correggerli.

Tra il 2009 e il 2014 Unia ha partecipato al Dialogo sulla parità salariale, un progetto lanciato dalle parti sociali allo scopo di convincere le imprese a verificare spontaneamente i loro sistemi salariali. Il progetto è fallito: a malapena 50 imprese hanno   aderito  al Dialogo sulla parità salariale.

Lo scarto salariale tra uomini e donne continua a crescere

Nel 2012 lo scarto salariale tra uomini e donne ha registrato un ulteriore aumento (fonte: Rilevazione della struttura dei salari 2012). Quest’evoluzione dimostra che le imprese non attribuiscono alcuna importanza ai salari femminili. La discriminazione salariale non può essere debellata con misure a carattere volontario.

Misure vincolanti e sanzioni

Unia esige la rigorosa attuazione del principio del salario uguale per un lavoro uguale. Le imprese devono essere obbligate a rispettare la legislazione in vigore. Le odierne basi giuridiche sono chiaramente insufficienti. S’impongono regolamentazioni volte a consentire un controllo d’ufficio dei salari e la sanzione delle imprese inadempienti.

Risoluzione dell’Assemblea dei/delle delegati/e

Nel dicembre 2013 l’Assemblea dei/delle delegati/e (AD) di Unia ha adottato una risoluzione per esortare il Consiglio federale ad elaborare una revisione legislativa della Legge sulla parità che garantisca un’attuazione efficace della parità salariale.

Rivendicazioni all’attenzione del Consiglio federale e del Parlamento

In autunno 2014, finalmente il Consiglio federale riconosce l’esistenza di lacune nell’attuazione della parità salariale. Le misure proposte sono un passo importante nella direzione che Unia e altri sindacati rivendicano da tempo.

La presente proposta è tuttavia ancora troppo poco incisiva. Non è previsto alcun obbligo di eliminare le discriminazioni salariali accertate. Manca inoltre l’istituzione di un’autorità di controllo dotata delle necessarie competenze in materia di accertamento e d’intervento, che coinvolga anche le parti sociali e che disponga degli strumenti necessari ad imporre l’attuazione della parità salariale.

Unia rivendica:

  • Controlli salariali vincolanti e sistematici nelle imprese!
  • Sanzioni incisive!
  • Tolleranza zero nella parità salariale!