Domande e risposte frequenti

Domande e risposte frequente

Domande e risposte frequenti

La regolamentazione dell’orario di lavoro e del suo rilevamento solleva molte domande. Benché la legislazione in materia sia chiara, le eccezioni sono tuttavia numerose. A maggior ragione se l‘obbligo di «timbrare il cartellino» è allentato con una nuova ordinanza. Vi proponiamo qui di seguito delle brevi risposte alle domande più frequenti. Per maggiori informazioni vogliate rivolgervi alla nostra hotline al numero 0848 240 240.

  • Quali leggi disciplinano le questioni legate all’orario di lavoro e alla registrazione dell’orario di lavoro?

    La durata del lavoro e del riposo nonché la registrazione dell’orario di lavoro sono disciplinati dalla Legge sul lavoro e dalle sue Ordinanze 1 e 2. Le disposizioni particolari per le donne incinte sono inoltre previste dall’Ordinanza sulla protezione della maternità. L’opuscolo della Seco „Lavoro e salute – Ore di lavoro e di riposo (l'essenziale in breve)“ offre una buona panoramica delle disposizioni principali.

  • Che differenza c’è tra ore supplementari e lavoro straordinario?

    Sono considerate ore supplementari (art. 321c CO) le ore di lavoro prestate oltre l’orario di lavoro convenuto contrattualmente o d’uso nell’azienda (orario normale di lavoro) entro la soglia massima del lavoro settimanale consentito (a seconda del ramo professionale tra le 45 e le 50 ore, art. 9 LL). Si parla di lavoro straordinario quando viene superata la durata massima di lavoro consentita dalla legge sul lavoro.

  • Chi controlla in Svizzera l’orario di lavoro e il suo rilevamento?

    Il controllo del rispetto delle disposizioni in materia di orario di lavoro e di registrazione dell’orario di lavoro è di competenza degli ispettorati cantonali del lavoro. La sede dell’azienda determina l’ispettorato cantonale competente.

  • Ho il diritto di esigere una compensazione ogni volta che presto ore supplementari o lavoro straordinario?

    Ai sensi della Legge sul lavoro (art. 13), tutte le aziende sono tenute a compensare il lavoro straordinario con tempo libero della stessa durata o con un supplemento salariale pari almeno al 25%. Tale disposizione si applica anche alle ore supplementari, a condizione che nel contratto di lavoro non sia convenuto altrimenti (cfr. art. 321c CO).

    Alcuni contratti collettivi di lavoro (CCL) prevedono indennità più favorevoli di quanto non faccia la legge per quanto riguarda le ore supplementari, il lavoro serale e notturno o il lavoro prestato nei fine settimana e nei giorni festivi (vedi www.servizio-ccl.ch). 

  • Come è disciplinato il lavoro notturno e domenicale?

    Ai sensi della legge sul lavoro (art. 17) il lavoro notturno e domenicale è fondamentalmente soggetto ad autorizzazione. Il datore di lavoro deve farne richiesta all’autorità competente. La richiesta è valida unicamente previo consenso scritto dei lavoratori interessati a prestare tale lavoro.

  • Nella mia azienda non devo registrare l’orario di lavoro. È legale?

    La Ordinanza 1 concernente la Legge sul lavoro prevede una deroga all’obbligo di registrazione dell’orario di lavoro a condizione che i seguenti criteri siano soddisfatti cumulativamente:

    • il reddito lordo annuo del lavoratore (bonus compresi) supera i 120'000 franchi;
    • il lavoratore gode di un’ampia autonomia in materia di orario di lavoro o dispone di poteri decisionale e può pianificare autonomamente il proprio orario di lavoro;
    • il lavoratore interessato ha acconsentito per iscritto a rinunciare alla registrazione dell’orario di lavoro;
    • l’esenzione dell’obbligo di registrazione dell’orario di lavoro è prevista da un CCL.

    Sono altresì esentati dall’obbligo di registrare l’orario di lavoro i quadri dirigenti che non rientrano nella Legge sul lavoro.

    Se queste condizioni non sono soddisfatte, l’orario di lavoro deve essere registrato.

  • Il tempo di viaggio, il servizio di picchetto, ecc. sono compresi nell’orario di lavoro?

    Se il tempo di viaggio rientra nell’orario di lavoro dipende dal luogo di lavoro che è stato stabilito contrattualmente. Qualora un lavoratore debba svolgere la sua attività in un luogo di lavoro diverso dal luogo convenuto contrattualmente e il tragitto per raggiungere il lavoro risulti più lungo, si considera orario di lavoro la differenza rispetto al normale tragitto dal domicilio al luogo di lavoro. Non rientra invece nell’orario di lavoro il tragitto dal domicilio del lavoratore al luogo di lavoro convenuto.

    Anche il servizio di picchetto, una forma di servizio di permanenza, in cui il dipendente si deve tenere a disposizione del datore di lavoro ma non fornisce una prestazione attiva propriamente detta, è considerato orario di lavoro, indipendentemente dal fatto se il servizio venga svolto all’interno o all’esterno dell’azienda. In conformità ad una sentenza del Tribunale federale, in tal caso può tuttavia essere concordata un'altra aliquota salariale.

  • Cosa accade se il mio datore di lavoro non ha abbastanza lavoro e mi manda a casa? Devo riportare le ore in difetto sul conto?

    Un lavoratore ha diritto al salario, anche quando il datore di lavoro non ha abbastanza lavoro e per questo motivo lo mando a casa. Il lavoratore non deve detrarre le ore in difetto così generate dal salario, né riportarle sul suo conto delle ore in difetto, né compensarle lavorando in un secondo momento. La situazione giuridica può presentarsi diversa in caso di lavoro su chiamata.

  • Un modello di «orario di lavoro flessibile» implica che dispongo di una grande autonomia in materia di orario di lavoro e che non devo registrare l’orario di lavoro?

    Il fatto che un lavoratore sottostia ad un modello di orario di lavoro flessibile non implica necessariamente che egli disponga «di una grande autonomia». Chi lavora in virtù di un tale modello di orario non è automaticamente esonerato dall’obbligo di registrare l’orario di lavoro.