Perché occorre registrare l’orario di lavoro?

Perché registrare l’orario di lavoro?

Netta distinzione tra tempo di lavoro e tempo libero

La Legge sul lavoro distingue chiaramente tra tempo di lavoro e tempo libero per proteggere la mano d’opera. Essa definisce la durata massima del lavoro che non può essere superata. La registrazione dell’orario di lavoro ha lo scopo di controllarne il rispetto. Ciò è importante per la salute dei lavoratori, impedisce inoltre il lavoro gratuito e permette di esigere l’indennizzo delle ore supplementari o del lavoro straordinario.

Il lavoro salariato è strettamente legato ad un determinato orario di lavoro per il quale viene retribuito. Nuovi modelli di lavoro e moderni mezzi di comunicazione minacciano di occultare questa circostanza. Poiché un numero crescente di persone ha orari di lavoro flessibili, anche la registrazione dell’orario di lavoro diventa sempre più importante.

Ingannevoli modelli di lavoro flessibile

Da un’inchiesta rappresentativa condotta dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale su incarico della Segreteria di Stato dell’economia (Seco) emerge che già nel 2010 il 61% delle lavoratrici e dei lavoratori aveva orari di lavoro flessibili. Il 17% della mano d’opera  lavora secondo un modello flessibile, senza che il suo orario di lavoro sia registrato o documentato. Tra i dipendenti altamente qualificati e i quadri, la quota raggiunge persino il 26%. L’inchiesta rivela anche che chi  lavora secondo un modello flessibile senza registrare il proprio orario lavora molto più a lungo di quanto stipulato nel suo contratto. Il lavoro viene spesso svolto durante il tempo libero o malgrado la malattia.