Domande frequenti

Domande frequenti

«Poteva finirmi in un occhio». Ti è già capitato di pensarlo mentre lavoravi? Le situazioni pericolose pos. Dobbiamo prevenirle con una serie di strumenti diversi. Ma prima di tutto, conosci i tuoi diritti e i tuoi doveri nell’ambito della sicurezza sul posto di lavoro? Quali precauzioni devi prendere quando manipoli sostanze chimiche? Che fare invece quando ti viene mal di schiena perché hai portato carichi pesanti? In questa pagina trovi brevi informazioni su queste e altre tematiche relative alla sicurezza.

Gli affiliati di Unia hanno anche la possibilità di sottoporre le loro domande direttamente al segretariato Unia nelle loro vicinanze.

  • Lavoro con una nuova sostanza chimica e non so se è nociva. Come posso informarmi?

    Trovi le prime informazioni importanti nelle etichette delle sostanze che utilizzi sul posto di lavoro. Ogni articolo chimico pericoloso è provvisto di una scheda di sicurezza che illustra i possibili rischi del prodotto e fornisce istruzioni sulla corretta manipolazione, sulle misure di protezione adeguate, sullo stoccaggio e sulle procedure da seguire in caso d’incidente. La scheda riporta inoltre i valori limite da rispettare sul posto di lavoro. Richiedi la scheda di sicurezza al tuo datore di lavoro o procuratela ad esempio presso il punto vendita. Ricorda che il datore di lavoro ha il dovere d’informare e istruire il proprio personale sulla manipolazione corretta dei prodotti chimici. Se non ricevi istruzioni sulla corretta manipolazione di queste sostanze nocive, discutine con i tuoi colleghi di lavoro o con l’incaricato della sicurezza della tua azienda e richiedi tali istruzioni al tuo superiore.

    Quando manipoli sostanze nocive, osserva sempre i seguenti punti:

    • laddove possibile le sostanze nocive devono essere sostituite o ridotte. Spesso nel mercato sono reperibili prodotti che assolvono la stessa funzione, ma sono meno dannosi per la salute e l’ambiente;
    • evita di confondere le confezioni: conserva i prodotti nell’imballaggio originale e soprattutto non travasarli mai in bottiglie per bevande. Conserva correttamente le sostanze pericolose, mai nelle immediate vicinanze di alimenti, mangimi o medicinali.

    Ulteriori informazioni:

  • Lavoro nelle vendite e devo stare quasi sempre in piedi. Il mio datore di lavoro deve predisporre un locale adibito alle pause con un numero sufficiente di sedie?

    In linea di massima è raccomandabile che ogni azienda predisponga un locale in cui consumare i pasti e passare le pause. Nelle aziende con un organico fino a 10 persone può tuttavia risultare eccessivo esigere un locale separato. La situazione cambia invece quando sussistono esigenze particolari, ad esempio in caso di lavoro notturno o a squadre, o quando, come avviene spesso nelle vendite, il personale deve lavorare stando in piedi. In tal caso vanno messi a disposizione posti a sedere nelle vicinanze della postazione di lavoro: concretamente va allestito almeno un angolo per le pause. Un’esigenza particolare è data anche quando la postazione di lavoro non è esposta alla luce naturale. In tale evenienza, oltre alle altre misure compensatorie, il datore di lavoro è tenuto a predisporre un locale per le pause dotato di luce naturale (art. 33 OLL3).

    Le pubblicazioni della SECO riportano informazioni approfondite:

  • Dove e quando è necessario portare i dispositivi di protezione individuale (DPI)?

    Per tutelare le persone dai rischi sul luogo di lavoro occorre sempre valutare innanzitutto se esiste la possibilità di adottare misure tecniche (p. es. dispositivi di protezione) od organizzative (p. es. corsi di formazione), che in generale si rivelano più efficaci di un dispositivo di protezione individuale. Laddove non sia tuttavia possibile eliminare completamente i rischi, occorre introdurre dispositivi di protezione individuale adatti alla situazione DPI (art. 27 OLL3). Il datore di lavoro è tenuto ad assicurarsi che il proprio personale sia provvisto del DPI necessario e deve anche farsi carico dei relativi costi. Il DPI è diverso dal normale abbigliamento da lavoro, che deve invece essere pagato dai dipendenti.

    Le lavoratrici e i lavoratori hanno pertanto il diritto di ricevere gratuitamente il DPI necessario all’esercizio della loro attività lavorativa e le istruzioni sul suo corretto utilizzo. Viceversa, le lavoratrici e i lavoratori sono tenuti a indossare il DPI.
    Le aziende esemplari coinvolgono i propri dipendenti nella scelta del DPI.

    L’utilizzo del DPI non è limitato esclusivamente ai posti di lavoro comunemente considerati «pericolosi» quali i cantieri, le miniere, i laboratori ecc. Quando si lavora con prodotti che possono causare danni agli occhi, il DPI è assolutamente necessario anche nei lavori di pulizie in ufficio o nelle toilette.

    Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito della Suva.

  • Cosa posso fare in caso di mal di schiena dovuto al sollevamento di carichi pesanti?

    Se la causa del mal di schiena è chiaramente legata al lavoro o al tipo di attività, occorre informarne il datore di lavoro. Il sollevamento e lo spostamento di carichi pesanti rappresentano infatti sollecitazioni per le quali il corpo umano non è attrezzato in misura sufficiente. I lavori di sollevamento e spostamento sono alla base di un’usura precoce dell’apparato locomotore e di sostegno, che può manifestarsi sotto forma di mal di schiena.

    Sia la Legge sul lavoro che l’Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni impongono la messa a disposizione di attrezzature di lavoro adeguate per evitare di sollevare, portare e spostare carichi pesanti o poco maneggevoli o ridurre per quanto possibile i pericoli legati a tali operazioni. Le attrezzature in oggetto includono in primo luogo gli ausili meccanici quali i carrelli (p.es. i carrelli elevatori a forche). La SUVA ha inoltre definito i valori di riferimento per i carichi massimi, pari a 25 kg per gli uomini e 15 kg per le donne. In caso di sollevamento e spostamento regolari di carichi superiori a 12 kg per gli uomini e 7 kg per le donne, occorre effettuare una valutazione del rischio e adottare le misure opportune (art. 25 OLL3). Se la tua azienda non rispetta tali regole, rivolgiti al tuo datore di lavoro insieme ai tuoi colleghi di lavoro e all’occorrenza contatta l’ispettorato del lavoro competente.

    Ti ricordiamo infine che per le donne incinte e i giovani valgono apposite disposizioni di protezione.