Parità salariale: un passo nella giusta direzione

Per la parità salariale : Simmonetta Sommaruga, Consigliera fédérale (in centro) e Corinne Schärer, membro del Comitato direttore di Unia (a destra)

Finalmente il Consiglio federale riconosce l’esistenza di lacune nell’attuazione della parità salariale. Le misure proposte sono un passo importante nella direzione che Unia e altri sindacati rivendicano da tempo: i datori di lavoro vanno obbligati a verificare i salari femminili e a correggerli in caso di discriminazione. La presente proposta è tuttavia ancora troppo poco incisiva.

Unia accoglie favorevolmente l’annuncio del Consiglio federale di voler obbligare legalmente i datori di lavoro a svolgere sistematiche analisi salariali e a farne controllare l’applicazione da terzi. Ciò rende i controlli vincolanti e promuove la trasparenza. Le misure proposte sono tuttavia ancora insufficienti.

Urgente necessità d’intervento

Non è previsto alcun obbligo di eliminare le discriminazioni salariali accertate. Manca inoltre l’istituzione di un’autorità di controllo dotata delle necessarie competenze in materia di accertamento e d’intervento, che coinvolga anche le parti sociali e che disponga degli strumenti necessari ad imporre l’attuazione della parità salariale. Infine anche la Confederazione, i Cantoni e i Comuni devono essere tenuti ad assumere le proprie responsabilità.

Unia rivendica pertanto:

  • Controlli salariali vincolanti e sistematici nelle imprese!
  • Sanzioni incisive!
  • Tolleranza zero nella parità salariale!

Ora basta! Manifestazione del 7 marzo 2015

Dopo che negli scorsi anni le differenze salariali si erano leggermente assottigliate, si assiste ora ad un nuovo allargamento del divario salariale. Per lo stesso lavoro, le donne guadagnano quasi il 20% in meno rispetto agli uomini, ovvero 677 franchi mese. Anno dopo anno, le donne si vedono pertanto private di oltre 8000 franchi, una lacuna che in un secondo tempo si ripercuote anche sulla rendita di vecchiaia.

Le donne non sono disposte ad accettare oltre queste perdite di salario. Una larga alleanza di donne lancia pertanto una manifestazione nazionale, che si svolgerà il 7 marzo 2015 a Berna!