Un passo avanti

La Coop aumenta la massa salariale dell’1 % per il 2015

Aumenti in vista per il personale della Coop. Dal primo gennaio prossimo la massa salariale del numero due del commercio al dettaglio crescerà dell’1 %. Unia si rallegra del risultato ottenuto.

L’impegno pluriennale di Unia a favore di salari minimi equi sta dando nuovi frutti. I miglioramenti decisi dalle parti sociali per il 2015 si faranno sentire prima di tutto nelle buste paga del personale qua- lificato. Il salario minimo di chi ha una formazione di due anni aumenterà alla Coop di 100 franchi al mese passando da 3900 a 4000 franchi.

Sino al 2,6 % in più

«Ciò corrisponde ad un miglioramento del 2,6%», rileva Natalie Imboden, che per Unia ha guidato la delegazione alle trattative salariali. Dal 2006, le retribu- zioni minime per questa categoria è pas- sata da 3500 ai 4000 franchi (+ 14,3 %).

Anche i salari minimi di chi ha tre e quat- tro anni di formazione aumenteranno di 100 franchi. Il minimio sarà così rispetti- vamente di 4100 (+ 2,5 %) e 4200 franchi (+ 2,4 %). Invece le paghe delle persone senza formazione saliranno di 50 franchi da 3800 a 3850 franchi (+1,3 %). Tenendo conto della tredicesima, anche queste re- tribuzioni più basse superano i 4000 fran- chi al mese, importo minimo rivendicato dai sindacati nell’iniziativa per un salario minimo equo. Questo nuovo aumento ge- nerale dei salari minimi è il risultato di un partenariato sociale che dura da tempo.

Non per tutti

«È un passo avanti che ci rallegra, anche se non corrisponde alle nostre richieste iniziali», rileva Arnaud Bouverat della delegazione di Unia. Il sindacato rivendi- cava un aumento generale di 100 franchi. «L’accordo raggiunto è comunque un importante passo verso un maggior rico- noscimento dell’esperienza e della formazione dei dipendenti Coop» aggiunge. Da notare che una parte della massa salariale sarà distribuita solo individualmente. Un punto sul quale i sindacati non sono riu- sciti quindi a spuntarla. «Questo ci ram- marica, ma va comunque rilevato che del risultato delle trattative appena concluse beneficiano direttamente buona parte dei 36 000 dipendenti Coop: in maggioranza sono donne», conclude Imboden.