Statuto di stagionale: mai più!

Alla luce delle attuali discussioni sulla reintroduzione dei contingenti per la manodopera straniera, Unia ha allestito un’esposizione a Berna per ricordare il disumano statuto dello stagionale. In una baracca edelmente ricostruita i e corredata di numerose testimonianze fotografiche, vengono illustrate le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri di allora.

Dal 1934 al 2002, lo statuto dello stagionale disciplinava l’immigrazione della manodopera straniera. Centinaia di migliaia di persone sono state chiamate in Svizzera, come lavoratori privi di diritti e costretti a vivere in baracche in condizioni indegne. L’esposizione, ricca di testimonianze fotografiche e allestita in una baracca ricostruita fedelmente e arredata con mobili dell’epoca, offre uno scorcio sulle condizioni di vita dei lavoratori stagionali.

Contro i disumani contingentamenti

Prima dell’inaugurazione dell’esposizione, presso il Centro culturale Progr si è svolto un convegno sulla politica migratoria. Diversi ex lavoratori stagionali hanno raccontato le loro esperienze e messo in guardia contro la reintroduzione di un simile statuto. Per la prima volta è stato inoltre presentato a un vasto pubblico il film «Clandestini e nascosti – i figli degli stagionali raccontano» dell’Unione sindacale svizzera. Vania Alleva, co-presidente di Unia, ha confermato l’impegno profuso dai sindacati contro i disumani statuti e contingentamenti.

L’esposizione sullo statuto di stagionale durerà a Berna fino al 13 novembre, (Waisenhausplatz). In seguito, dal 17 al 23 novembre, farà tappa a Ginevra.