Non calpestate la nostra dignità

Un muro di rabbia! Lo hanno eretto davanti alla sede della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) i lavoratori dell’edilizia di Unia, che sabato hanno partecipato numerosi a Zurigo alla conferenza professionale indetta dal sindacato. I delegati hanno anche approvato all’unanimità il catalogo delle rivendicazioni in vista dell’avvio, l’anno prossimo, delle trattative per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (CNM).

C’era tensione nell’aria tra gli oltre 400 lavoratori edili affiliati a Unia giunti nella città della Limmat da ogni angolo della Svizzera. Normalmente questo incontro di fine autunno è l’occasione per prendere atto dell’aumento salariale che sarà concesso l’anno successivo. Ma quest’anno i datori di lavoro, malgrado il buon andamento degli affari, si sono arroccati dietro a un muro di pretesti per non discutere nemmeno di aumenti.

«Adesso come faccio ad andare in baracca a dire che il risultato è zero franchi», si è lamentato un lavoratore. «Questa è una violenza pura nei nostri confronti che sui cantieri ci spacchiamo la schiena», ha aggiunto un altro collega, incredulo davanti alla dura posizione del padronato. «È un risultato tanto più incomprensibile perché gli affitti e le casse malati non fanno che crescere», è stato fatto notare facendo riferimento al recente annuncio degli aumenti per il 2015.

Il catalogo delle rivendicazioni

Lo sguardo dei delegati si è così rapidamente spostato sui negoziati che prenderanno avvio l’anno prossimo per il rinnovo del CNM dell’edilizia principale. «Quello che abbiamo è un buon contratto, che avete conquistato con lunghe battaglie», ha esordito Nico Lutz, responsabile del settore edile a Unia. Adesso si tratta di migliorarlo. Per questo il sindacato già quest’anno ha condotto sui cantiere una approfondita indagine: vi hanno partecipato ben 14 000 persone.

La lista delle dolenze è lunga. I lavoratori vogliono prima di tutto essere protetti meglio, dal punto di vista salariale, ma anche sotto l’aspetto della salute, in caso di intemperie. Gli orari di lavoro sono troppo lunghi e vanno regolati meglio. Nel nuovo contratto si dovrà anche tener maggiormente conto dell’esperienza professionale e in particolare dei diplomi conseguiti all’estero. Un altro aspetto che è stato più volte evidenziato negli interventi è la necessità di proteggere meglio i colleghi anziani: non devono essere licenziati pochi anni prima del pensionamento, hanno affermato unanimi i partecipanti, che non accetteranno neppure un aumento dell’età di pensionamento.

Prepariamoci per tempo

Oltre al catalogo delle rivendicazioni, i delegati di Unia erano interessati a preparare la mobilitazione per difendere le loro posizioni. «Non dobbiamo chiederci cosa il sindacato può fare per noi, ma cosa noi possiamo fare per il sindacato», ha affermato un delegato ricordando la famosa frase del presidente americano Kennedy. «E questo perché – è stato aggiunto – il sindacato siamo  noi». «Dobbiamo batterci di più e dobbiamo farlo anche in memoria di tutti quelli che si sono battuti per conquistare il contratto che abbiamo adesso», ha affermato un partecipante, rilevando che «in caso contrario tutti quei lavoratori che hanno dato il sangue per il lavoro si rivolterebbero nella tomba». Ha quindi esortato tutti a lottare uniti, ottenendo dalla platea un caloroso applauso. Durante gli interventi è stata ricordata la grande battaglia condotto per la conquista del pensionamento anticipato: «Eravamo uniti e pronti a scioperare e per questo abbiamo ottenuto quello che volevamo ». È stato poi rilevato che «se si colpisce il contratto dell’edilizia anche gli altri settori poi ne risentirebbero gli effetti.» «Qui vogliamo inviare un messaggio forte. Dobbiamo difendere la nostra dignità calpestata», hanno sottolineato vari colleghi, decisi a condurre una campagna ben visibile. Hanno quindi chiesto a Unia di mettere a disposizione i mezzi necessari.

Un muro di protesta

«È quello che stiamo preparando», ha assicurato Lutz, precisando che si sta già lavorando per la mobilitazione. L’anno prossimo il sindacato ha tra l’altro in cantiere una manifestazione: potrebbe tenersi già prima delle vacanze estive. Il programma è piaciuto ai delegati che lo hanno accolto all’unanimità. Hanno anche deciso di portare un messaggio particolare ai rappresentati del padronato. Uniti hanno quindi sfilato lungo le vie di Zurigo diretti alla sede della SSIC. Per manifestare la loro rabbia vi hanno eretto un muro, simbolo della loro protesta per non aver ricevuto nessun aumento salariale per il 2015, ma anche un segnale della loro determinazione a non vedere nuovamente calpestata la loro dignità in occasione delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale mantello.