Non si risparmia sulle cure

Delegate preparano il manifesto

Unia lancia manifesto per cure e assistenza di qualità e migliori condizioni di lavoro.

Il numero degli anziani aumenta e con loro i bisogni di cure e assistenza di qualità. Ma cresce anche la pressione a risparmiare sui costi. A soffrirne è tra l’altro il personale che, adesso, sostenuto da Unia ha lanciato un manifesto: rivendica un maggior organico, migliori condizioni di lavoro, più mezzi per garantire a tutti cure di qualità e un contratto collettivo di lavoro (CCL).

Non sarà un caso se sempre più imprese internazionali e fondi speculativi si interessano alle case di cure e di assistenza in Svizzera. La gestione di queste strutture si può infatti rivelare un ottimo affare. Ma per questo i costi devono essere ridotti all’osso. Lo si fa frammentando le varie fasi di cura e assistenza per poi ottimizzarle. Il che significa che per ogni processo da svolgere il lasso di tempo a disposizione per il personale viene predefinito. Inoltre le casse malati assumono ormai solo i costi delle cure sanitarie e non quelli dell’assistenza.

No al minutaggio

A risentire di questa logica del profitto sono inevitabilmente la qualità delle cure e dell’assistenza perché c’è meno tempo per i pazienti. Per il personale, che deve sempre più svolgere mansioni non di sua competenza o non retribuite, aumenta lo stress fanno presente le lavoratrici e i lavoratori del settore nel manifesto «Per cure e assistenza di qualità» che hanno redatto in occasione della recente conferenza professionale del settore del sindacato Unia. Per garantire a tutti migliori cure e migliore assistenza chiedono quindi di porre immediatamente fine al finanziamento frammentato di singole prestazioni tecnico-sanitarie in base al tempo impiegato, il cosiddetto minutaggio.

Il personale vuole poi essere apprezzato per quello che fa e farla finita con certi sterotipi. Infatti ancora oggi le professioni sanitarie sono considerate come tipicamente femminili (quindi retribuite male) e non come professioni a pieno titolo. Invece – si legge nel manifesto – le professioni del rami delle cure e dell’assistenza devono essere riconosciute come professioni autonome e indipendenti anche a livello giuridico.

Carenza di personale

Bisogna poi rendere questi lavori più attrattivi. Solo così si può combattere il problema cronico della carenza di mano d’opera e ridurre il numero di coloro che gettano la spugna o si assentano per malattia. Nel manifesto si rivendicano quindi tabelle vincolanti dell’organico e controlli e sanzioni per i datori di lavoro che non le rispettano. Ci vuole insomma personale sufficiente per far fronte ai picchi di lavoro senza sovraccaricare nessuno.

Le cure e l’assistenza richiedono poi una presenza continua 24 ore su 24. Ciò significa che i dipendenti lavorano a turni, di notte, durante il fine settimana o i giorni festivi. Come se non bastasse viene chiesta loro una sempre maggiore flessibilità. E così lavoro su chiamata, turni frammentati e contratti senza orari di lavoro fissi non sono più un’eccezione. Tutto questo impedisce di pianificare il tempo libero e rende sempre più difficile conciliare lavoro e famiglia. Per porre rimedio a questa situazione nel manifesto si rivendicano il divieto di applicare modelli di lavoro annuale, contratti con orari di lavoro fissi e una limitazione delle ore in eccesso o in difetto.

Ci vuole un CCL

Altro punto dolente sono le retribuzioni. Spesso i salari sono fissati arbitrariamente e giustificati facendo riferimento a disposizioni cantonali. Da qui la rivendicazione di salari minimi vincolanti, regole trasparenti sull’inquadramento e l’evoluzione salariale. Ma anche più mezzi per la formazione e l’aggiornamento professionale. Per Unia è chiaro che per queste lavoratrici e lavoratori ci vuole un CCL di carattere obbligatorio, quindi che tutti sono tenuti a rispettare.

Con questo documento «vogliamo lanciare un segnale forte contro il peggioramento delle condizioni di lavoro», affermano le promotrici e i promotori che invitano le persone interessate a partecipare al dibattito con idee e suggerimenti da inviare al sindacato entro il mese di settembre. Il manifesto è già arrivato nelle piazze: il 12 maggio scorso, giornata internazionale delle cure, Unia ha organizzato gazebi a Basilea, Thun, Olten e Aarau dove la popolazione ha mostrato un vivo interesse per questa problematica. Un segnale incoraggiante.

Trovi il manifesto sul sito www.unia.ch/cure