General Electric taglia 1200 posti in Svizzera

Il colosso statunitense General Electric (Ge) ha comunicato la decisione di tagliare 1200 posti di lavoro in Svizzera. Unia critica fortemente la riduzione drastica della multinazionale e richiede al Consiglio federale e al Parlamento un piano per una politica industriale forte.

La riduzione di personale da parte di Ge era stata già annunciata qualche mese fa, ma ora è diventata realtà. Rispetto a quanto preannunciato, il numero dei posti tagliati è risultato leggermente inferiore, ma questo non cambia di molto la gravità della situazione. Secondo Unia, questa decisione è stata presa a favore dei profitti di breve periodo degli azionisti.

I numeri

A rimetterci sono i lavoratori e le lavoratrici delle sedi di Baden (920), Birr (230) e Oberentfelden (50). Unia ha supportato i rappresentanti del personale durante le trattative dell’ultimo periodo, ma tutte le proposte non hanno trovato l’appoggio della dirigenza. Grazie al suo impegno, comunque, Unia ha contribuito a salvare circa 200 posti di lavoro.

Le contromisure

Corresponsabile di tale situazione, sempre secondo Unia, è anche il Consiglio federale che non ha preteso in passato che Ge garantisse la sua produzione su suolo svizzero sul lungo periodo in cambio di sue acquisizioni sul mercato svizzero. Il caso Ge è comunque solo l’ultimo di una serie di episodi che hanno mostrato la mancanza di una vera politica industriale in Svizzera. Secondo Corrado Pardini, leader del settore industria di Unia e parlamentare, è necessario che la politica possa intervenire, in caso di fusioni e acquisizioni di un certo peso strategico, per chiedere garanzie di lunga durata relative ai piani industriali. Una sua mozione su questo tema sarà votata prossimamente dalla Camera bassa del Parlamento.