Attacco dell’UDC alla libera circolazione delle persone

No al dumping salariale, sì alle misure di accompagnamento

La direzione dell’UDC ha deciso oggi il lancio di un’iniziativa popolare contro la libera circolazione delle persone. Si tratta di un attacco a un importante diritto delle lavoratrici e dei lavoratori. Ma il problema non è la libera circolazione delle persone. Il problema sono le lacune nelle misure di accompagnamento.

Il sindacato Unia si è battuto sin dall’inizio a favore dell’introduzione della libera circolazione delle persone con l’Unione europea. Si tratta di un’importante conquista che ha posto fine alla discriminazione tra la manodopera indigena e quella straniera (statuto di stagionale, sistema di contingentamento). La sua abrogazione spianerebbe la strada a nuove forme di discriminazione e accrescerebbe la pressione sui salari e sulle condizioni di lavoro di tutti gli occupati.

Colmare le lacune nelle misure di accompagnamento

Per impedire il dumping salariale e altri abusi perpetrati dai datori di lavoro, la libera circolazione delle persone deve essere ancorata ad efficaci misure di accompagnamento. Solo così si guadagna il favore della popolazione. Le misure di accompagnamento attualmente in vigore non sono tuttavia sufficienti. Solo la metà di tutti i lavoratori è tutelata dal salario minimo. L’anno scorso, un controllo su cinque ha evidenziato salari troppo bassi. Molte persone hanno paura di perdere il posto di lavoro perché non sono sufficientemente protette contro il licenziamento.

Migliorare la protezione contro il licenziamento

Invece di attaccare la libera circolazione delle persone, l’UDC farebbe meglio ad impegnarsi a favore di una migliore protezione dei lavoratori e di misure di accompagnamento più efficaci. Sono necessari una migliore protezione contro il licenziamento, in particolare per i lavoratori più anziani, più contratti collettivi di lavoro con salari minimi e migliori strumenti per interrompere il lavoro e perseguire le aziende inadempienti in caso di palesi indizi di dumping salariale.