CNM Edilizia 2022

Zurigo: il 25 giugno, oltre 15.000 lavoratori edili hanno ribadito senza mezzi termini che non accetteranno peggioramenti delle loro condizioni di lavoro. Più informazioni

Il Contratto nazionale mantello viene rinegoziato: vogliamo una maggiore protezione e salari equi. Non accettiamo di lavorare di più ed essere pagati di meno!

Il Contratto nazionale mantello (CNM) disciplina i salari e le condizioni di lavoro di tutti gli edili in Svizzera. A fine anno giungerà a scadenza. Da febbraio sono in corso le trattative tra i lavoratori edili e i loro sindacati da un lato e la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) dall’altro.

Non si profila tuttavia una soluzione. Invece di migliorare le condizioni di lavoro per tutelare la salute e contrastare la carenza di manodopera qualificata, gli impresari costruttori più radicali chiedono, infatti, giornate lavorative più lunghe, una riduzione dei diritti dei lavoratori edili e tagli salariali per i lavoratori più anziani.

Il crescente stress nuoce alla nostra salute

Benché l’edilizia sia in pieno boom, la situazione degli edili non è così rosea: un grande sondaggio condotto nel 2019 ha mostrato che le crescenti pressioni dovute ai tempi di consegna nuocciono alla salute e compromettono la sicurezza sul lavoro e la qualità del lavoro.

Anche per questo motivo l’edilizia continua a perdere validi professionisti:

  • un muratore qualificato su due rinuncia alla sua professione;
  • il numero dei nuovi apprendisti si è praticamente dimezzato;
  • già oggi mancano centinaia di capi muratori e la situazione è destinata a peggiorare.

Non si può andare avanti così!

Oltre 17'500 edili hanno partecipato a una grande votazione per decidere le rivendicazioni degli edili in vista del rinnovo del CNM. Le loro richieste: più tutele, salari equi e la fine delle ore non retribuite per i tempi di viaggio!

Gli impresari costruttori più radicali vogliono imporre un diktat sull'orario di lavoro e minacciano di abolire il CNM!

Invece di proporre soluzioni, gli impresari costruttori passano alle minacce. Le richieste della SSIC:

  • abolizione del calendario delle ore di lavoro con giornate lavorative più lunghe, orari di lavoro non pianificabili e ordinati con poco preavviso a piacimento dai capi e lavoro su chiamata;
  • insieme al tempo di viaggio la settimana lavorativa di 58 ore – fino a 12 quotidianamente – sarà all’ordine del giorno;
  • i lavoratori anziani saranno assegnati a classi salariali inferiori e potranno essere licenziati più facilmente;
  • abolizione del maggior numero possibile di articoli del CNM e riduzione dei diritti degli edili.

Gli impresari costruttori minacciano inoltre di far scadere del tutto il CNM se gli edili non accetteranno questi peggioramenti.

Non ci stiamo!

Battiamoci insieme per i nostri diritti: si vota sullo sciopero!

Per i lavoratori edili è chiaro: c’è bisogno di una maggiore protezione della loro salute e di orari di lavoro equi. Non solo, gli edili non accettano più il furto delle ore nell’ambito del tempo di viaggio e delle intemperie. Per questo lotteranno insieme per difendere i propri diritti!  

Nei cantieri di tutta la Svizzera è in corso una grande votazione sullo sciopero. La domanda sottoposta agli edili è la seguente: «Se la Società svizzera degli impresari costruttori dimostrerà di non voler negoziare e continuerà ad attaccare i diritti dei lavoratori, sosterrai uno sciopero degli edili?».

Se gli impresari costruttori non dovessero prendere sul serio le rivendicazioni degli edili e continuassero ad attaccare il CNM, l’autunno sarà caldo!

Ai lavoratori edili in questo Paese non viene regalato nulla! Il pensionamento a 60 anni, le vacanze retribuite o i salari equi lo dimostrano: al tavolo negoziale gli impresari costruttori hanno ceduto sempre e soltanto quando noi lavoratori ci siamo mossi nei cantieri e siamo scesi in piazza!

I capi muratori chiedono regole del gioco chiare e non sono più disposti a prestare ore di lavoro gratuite

Il Contratto nazionale mantello (CNM) riveste grande importanza anche per i capi muratori. Nel 2022 verrà tuttavia rinegoziato anche il loro contratto collettivo di lavoro, il CCL dei quadri della costruzione. Il rinnovo di questo contratto è urgente! I capi muratori sono infatti i primi a risentire delle crescenti pressioni dovute ai tempi di consegna.

Unia ha chiesto anche ai capi muratori di esprimere le loro preoccupazioni e le loro esigenze principali.

Le rivendicazioni più importanti dei capi muratori:

  1. basta con il lavoro gratuito: abolizione del tempo di preparazione non retribuito, ancorato nel CCL;
  2. aumento dei salari minimi, che oggi non sono più realistici e offrono una protezione insufficiente;
  3. il CCL dei quadri della costruzione deve finalmente valere per tutte le aziende (obbligatorietà generale) e non solo per le aziende affiliate alla SSIC e per gli associati dei sindacati; è chiaro che anche i capi muratori hanno bisogno di miglioramenti e condizioni di lavoro al passo con i tempi!

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L’affiliazione a Unia ha una lunga tradizione nell’edilizia. È solo grazie all’impegno comune che abbiamo raggiunto traguardi importanti. Se continueremo a lottare insieme, anche in futuro riusciremo a ottenere quello che ci spetta!

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Pressione dei tempi di consegna

I ritmi serrati pregiudicano la salute e la sicurezza sul lavoro!

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