Contratto nazionale mantello per l’edilizia 2018

Quest’anno nell’edilizia è in gioco il tutto per tutto

Il Contratto nazionale mantello (CNM) scadrà alla fine del 2018. Il CNM disciplina i salari e le condizioni di lavoro dell’edilizia. I sindacati stanno negoziando il nuovo contratto con la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC). I lavoratori edili portano avanti rivendicazioni giustificate. Il settore ha bisogno di un CNM migliore e i lavoratori meritano finalmente un aumento salariale di 150 franchi!

Grande manifestazione dell’edilizia il 23 giugno a Zurigo

Migliaia di lavoratori hanno fatto capire il 23 giugno a Zurigo che si batteranno per i loro diritti e per la loro dignità: a difesa della pensione a 60 anni, contro i tagli al contratto nazionale mantello dell’Edilizia principale e per un innalzamento dignitoso dei salari.

Impressioni

La pressione dei lavoratori si fa sentire!

La pressione dei lavoratori edili si fa sentire: per più di un anno la Società svizzera degli impresari costruttori ha negato qualsiasi trattativa per garantire il pensionamento a 60 anni. Ecco poi che gli impresari edili hanno fatto una prima “offerta”: 5 per cento di riduzione della rendita invece del 30 per cento, come rivendicato all‘inizio, e un aumento salariale. Attenzione: questa offerta allettante è in realtà molto pericolosa. Il presupposto infatti è un peggioramento massiccio delle condizioni di lavoro.

Orario di lavoro illimitato – non ci stiamo!

  • Gli imprenditori edili vogliono eliminare di fatto le regole sull’orario di lavoro – e mettere così in pericolo la salute e la vita dei lavoratori edili. Le loro rivendicazioni:
  • Disponibilità 24 ore su 24
  • Giornate lavorative di 12 ore
  • 300 ore supplementari non retribuite

Vogliono peggiorare in modo massiccio anche le altre condizioni di lavoro:

  • Lavorare anche in condizioni pericolose: vogliono eliminare la protezione minima in caso di cattive condizioni meteorologiche
  • Taglio salariale: i lavoratori edili perderanno la loro classe salariale se cambiano lavoro. Gli edili maggiormente colpiti sono i più anziani
  • I lavoratori edili dovranno farsi carico della garanzia del pensionamento a 60 anni

La salute e la vita degli edili non sono in vendita!

Per i lavoratori edili è un fatto chiaro: l’aumento salariale e il pensionamento a 60 anni sono inutili se devono chiedere giorni di malattia a causa di giornate lavorative più lunghe o sono vittima di un grave incidente prima dell’età pensionabile. La salute e la vita dei lavoratori edili non sono in vendita!

Senza una soluzione i cantieri edili vivranno un autunno caldo

La pazienza dei lavoratori edili è quasi finita. Il risultato della votazione sullo sciopero che Unia ha portato avanti con circa 20.000 lavoratori edili nei cantieri di tutta la Svizzera è chiaro: il 93,1% degli edili è a favore di uno sciopero se gli impresari edili non tendono la mano per cercare soluzioni reali.

Continuiamo a lottare per i diritti e la dignità dei lavoratori edili!