Contratto nazionale mantello per l’edilizia 2018

Quest’anno nell’edilizia è in gioco il tutto per tutto

Il Contratto nazionale mantello (CNM) disciplina i salari e le condizioni di lavoro dell’edilizia e giunge a scadenza alla fine del 2018. Dobbiamo quindi rinegoziare il contratto con la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC). I lavoratori edili hanno rivendicazioni giustificate. Il settore ha bisogno di un CNM migliore e i lavoratori meritano finalmente un aumento salariale di 150 franchi!

Il lavoro duro va ricompensato - Le nostre rivendicazioni:

    • Malgrado il boom edilizio, da quattro anni la SSIC si rifiuta di accordare un aumento salariale generale.
      È tempo di accordare un aumento decente!
    • Il personale che lavora nei cantieri è sotto pressione. Il dumping salariale una realtà. I posti di lavoro fissi vengono progressivamente sostituiti da posti di lavoro interinali.
      Chiediamo regole chiare per mettere fine al caos che regna nell’edilizia!
    • Un numero crescente di lavoratori edili più anziani viene messo alla porta. Spesso gli over 50 vengono licenziati per essere riassunti come interinali a condizioni peggiori.
      Vogliamo più protezione per i lavoratori edili esperti!

    Lavorare di più e guadagnare di meno?! Una follia!

    Invece di prendere in seria considerazione le rivendicazioni dei lavoratori edili, la SSIC progetta un attacco frontale alle condizioni di lavoro. Cosa chiede il presidente degli impresari costruttori Gian-Luca Lardi?

    • Salari più bassi: i muratori esperti e qualificati dovrebbero guadagnare di meno!
    • Tagli salariali: dato che i lavoratori edili più anziani «non rendono più abbastanza», devono guadagnare di meno!
    • Settimane lavorative più lunghe: settimana di 50 ore per tutti!

    Gli impresari costruttori attaccano ancora una volta il pensionamento a 60 anni!


    Il pensionamento anticipato nell’edilizia è un modello di successo. Consente agli edili di andare in pensione dignitosamente. Nel 2015 gli edili si sono battuti con successo per difendere il loro pensionamento a 60 anni! Dato che nei prossimi anni andranno in pensione gli edili della generazione del baby boom e per anni la SSIC si è rifiutata di negoziare una soluzione sostenibile per gestire questo aumento temporaneo dei pensionati, è necessario adottare misure supplementari transitorie. Ma invece di negoziare, gli impresari costruttori sferrano già il prossimo attacco contro il pensionamento anticipato nell’edilizia.

    Le loro rivendicazioni:

    • età di pensionamento di 62 anni (complessivamente 120.000 franchi in meno di rendita) oppure
    • taglio del 30 % alla rendita (circa 1500 franchi in meno al mese)

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