Iniziativa per multinazionali responsabili

Iniziativa per multinazionali responsabili

A tutela dell’essere umano e dell’ambiente

Le violazioni dei diritti del lavoro e dei diritti umani e i danni all’ambiente ad opera di multinazionali domiciliate in Svizzera occupano regolarmente le prime pagine dei media. L’iniziativa per multinazionali responsabili intende porre fine a queste pratiche inaccettabili. Il testo chiede regole vincolanti affinché le multinazionali e le loro filiali rispettino in tutto il mondo i diritti umani e la normativa ambientale. Unia sostiene l’iniziativa.

Lavoro minorile, inquinamenti ...

Lavoro minorile nelle piantagioni di cacao, condizioni di lavoro disumane nelle fabbriche tessili, inquinamenti provocati dallo sfruttamento minerario e violenza contro attiviste e attivisti sindacali: gli scandali delle multinazionali con sede in Svizzera occupano regolarmene le prime pagine dei media. Tuttavia oggi è praticamente impossibile costringere le imprese responsabili a rendere conto delle loro violazioni e dei loro abusi.

Per un dovere di diligenza vincolante

L’iniziativa per multinazionali responsabili intende cambiare le cose. Il testo chiede regole vincolanti a tutela dell’essere umano e dell’ambiente, con l’introduzione di un dovere di diligenza a carico delle imprese. Concretamente, tutte le aziende che operano a livello internazionale dovrebbero verificare le loro attività e adottare misure preventive per assicurarsi di non violare diritti umani e standard ambientali. Le aziende che infrangono il loro dovere di diligenza e violano diritti umani e normative ambientali, potranno essere portate a rispondere delle loro mancanze di fronte ai tribunali svizzeri.

Controproposta in Parlamento

L’iniziativa è stata presentata nell’ottobre 2016 con oltre 120.000 firme. Il Consiglio federale l’ha respinta nel settembre del 2017 senza alcuna controproposta. Nonostante questa raccomandazione e la forte resistenza di Economiesuisse e di Swissholdings (l’organizzazione mantello delle multinazionali), la Camera bassa ha deciso di presentare indirettamente una controproposta nel giugno 2018. In questo modo dovrebbe essere evitata una campagna elettorale sgradevole per l’economia e un possibile successo dell’iniziativa.

Contenuti annacquati

La proposta omette punti importanti rispetto all’iniziativa: sono molte meno le aziende coinvolte e la responsabilità in caso di infrazioni contro i diritti umani e le norme ambientali è fortemente limitata. Tuttavia la suddetta normativa porterebbe a un miglioramento della situazione per le persone colpite. Inoltre la legge entrerebbe più velocemente in vigore. Il comitato dell’iniziativa per multinazionali responsabili ha quindi deciso di ritirare la sua proposta nel caso in cui la controproposta dovesse essere accettata dal Parlamento senza modifiche.

Tattica dilatoria

La palla è ora nel campo del Consiglio degli Stati. In ottobre, la Commissione competente ha istituito una sottocommissione, incaricata di esaminare la controproposta e presentare le sue considerazioni all’inizio del 2019. In seguito a questo incomprensibile ritardo, non è più possibile andare alle urne nel 2019. La votazione si terrà presumibilmente in febbraio 2020. Per impedire che il Consiglio degli Stati annacqui ulteriormente la controproposta, è indispensabile continuare a tenere alte le pressioni. Qui troverete diverse possibilità di apportare il vostro contributo.