Iniziativa per multinazionali responsabili

Iniziativa per multinazionali responsabili

A tutela dell’essere umano e dell’ambiente

Le violazioni dei diritti del lavoro e dei diritti umani e i danni all’ambiente ad opera di multinazionali domiciliate in Svizzera occupano regolarmente le prime pagine dei media.L’iniziativa per multinazionali responsabili intende porre fine a queste pratiche inaccettabili. Il testo chiede regole vincolanti affinché le multinazionali e le loro filiali rispettino in tutto il mondo i diritti umani e la normativa ambientale. Unia sostiene l’iniziativa che si voterà nel febbraio 2020.

Lavoro minorile, inquinamento, repressione

Lavoro minorile nelle piantagioni di cacao, condizioni di lavoro disumane nelle fabbriche tessili, inquinamento provocato dallo sfruttamento minerario e violenza contro attiviste e attivisti sindacali: gli scandali delle multinazionali con sede in Svizzera fanno regolarmente notizia. Tuttavia, oggi è praticamente impossibile costringere le imprese responsabili a rendere conto delle loro violazioni e dei loro abusi.

Per un dovere di diligenza vincolante

L’iniziativa per multinazionali responsabili intende cambiare le cose. Il testo chiede regole vincolanti a tutela dell’essere umano e dell’ambiente, con l’introduzione di un dovere di diligenza a carico delle imprese. Concretamente, tutte le aziende che operano a livello internazionale dovrebbero verificare le loro attività e adottare misure preventive per assicurarsi di non violare diritti umani e standard ambientali. Le aziende che infrangono il loro dovere di diligenza e violano diritti umani e normative ambientali, potranno essere portate a rispondere delle loro mancanze di fronte ai tribunali svizzeri.

La discussione sulla controproposta

L’iniziativa è stata presentata nell’ottobre 2016 con oltre 120.000 firme. Il Consiglio federale l’ha respinta nel settembre del 2017 senza alcuna controproposta. La Camera bassa ha deciso di presentare indirettamente una controproposta nel giugno 2018, per evitare una campagna elettorale sgradevole per l’economia e un possibile successo dell’iniziativa. Nonostante le importanti lacune della controproposta in rapporto all’iniziativa, i proponenti avevano accettato di ritirare quest’ultima, in attesa delle decisioni del Parlamento.

Legge affossata

Nel marzo 2019 il Consiglio degli Stati ha respinto sia l'iniziativa, sia la controproposta, che era stata nel frattempo ulteriormente indebolita dalla sua commissione giuridica. La questione è ora di competenza del Consiglio nazionale. È probabile che quest’ultimo seguirà il Consiglio degli Stati e seppellirà definitivamente la controproposta. L'iniziativa sarà quindi sottoposta al voto nel febbraio 2020.