Svolta nel diritto di sciopero

Foto: Thierry Porchet

L’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) ha compiuto un importante passo avanti nel diritto di sciopero. Sulla scia della Giornata d’azione mondiale per la difesa del diritto di sciopero, in Svizzera organizzata a Ginevra dall’USS e dalla CGAS, la scorsa settimana i rappresentanti dei sindacati e dei datori di lavoro hanno raggiunto un’intesa.

Il compromesso raggiunto lo scorso 25 febbraio ha posto fine ad un conflitto protrattosi per due anni, che rischiava di compromettere decenni di giurisprudenza dell’OIL in favore del diritto di sciopero nonché il buon funzionamento dell’organizzazione. L’accordo poggia sul riconoscimento del diritto a ricorrere a misure di lotta, a sua volta basato sull’esplicito riconoscimento del diritto di sciopero da parte dei Governi ai sensi della Convenzione n. 87 OIL sulla libertà sindacale. L’accordo è frutto della forte mobilitazione sindacale internazionale dello scorso 18 febbraio, che ha dato vita ad oltre 100 manifestazioni in difesa del diritto di sciopero in almeno 60 Paesi. In Svizzera una delegazione sindacale, in cui era rappresentata anche Unia, ha consegnato una lettera al direttore della Federazione delle imprese romande per invitarlo ad intervenire in favore del riconoscimento internazionale del diritto di sciopero.

Normalizzazione in vista

I Governi dei Paesi anglosassoni si erano alleati ai datori di lavoro dei loro Paesi nella lotta contro il riconoscimento del diritto di sciopero. In tale ottica, la Confederazione sindacale internazionale ha accolto con grande soddisfazione l’importante progresso realizzato in materia di riconoscimento di questo diritto fondamentale. È stato raggiunto un primo significativo traguardo, accompagnato dal ritorno ad un clima di maggiore serenità all’interno dell’OIL.