Migliore protezione e rispetto dei diritti sindacali

Dopo i negoziati durati diversi mesi, Coop e Unia, come altre quattro associazioni di lavoratori, hanno firmato un nuovo contratto collettivo di lavoro. Quest'ultimo offre una migliore tutela contro il licenziamento per collaboratori sindacalmente attivi, miglioramenti nel piano sociale e nel congedo di maternità e paternità.

«Il contratto apporta diversi importanti miglioramenti per i dipendenti Coop», ecco il bilancio di Natalie Imboden, la responsabile del contratto da parte di Unia. La Imboden sottolinea l'importanza di questo effetto di richiamo della migliore protezione contro il licenziamento: «Adesso il CCL dispone espressamente che non può essere pronunciato un licenziamento solo perché una persona è stata eletta in un incarico per conto di un'organizzazione dei lavoratori. Questo esprime un maggiore rispetto dell'impegno sindacale dei collaboratori Coop, e rappresentava una richiesta centrale degli impiegati Coop verso la direzione.».

Miglioramenti nel congedo dei genitori e nell'obbligo di negoziare un piano sociale

Il nuovo CCL fa importanti passi in avanti anche riguardo alla regolamentazione del congedo di maternità e paternità. È nuova la disposizione secondo cui le madri in occasione della nascita di un figlio ricevono un congedo di maternità di 16 settimane a salario pieno già dal 4. anno di assunzione. Fin'ora questo valeva soltanto dal 6. anno di assunzione. Inoltre le madri ricevono il salario pieno per almeno 8 settimane se il bambino deve rimanere in ospedale dopo il parto.

I padri oltre al congedo di paternità di una settimana in caso della nascita di un figlio ora hanno diritto a due settimane di ferie non retribuite. Coop in generale s'impegna a tenere conto maggiormente degli obblighi assistenziali: «Se serve tempo per un periodo più lungo di cure per il genitore del marito/partner, l'azienda se possibile e in accordo con il preposto concede un congedo non retribuito.»

Infine i sindacati hanno raggiunto il consolidamento di valori di riferimento per il piano sociale davanti a ristrutturazioni: in base al CCL l'obiettivo dei piani sociali all'occorrenza sta nel dare nuove prospettive professionali ai collaboratori coinvolti, a mediare loro un posto di lavoro ragionevole, accompagnarli nel nuovo orientamento professionale e ad evitare austerità umane, sociali ed economiche.

 

Onorare di più l'esperienza professionale

Sono stati inseriti nel CCL anche i salari minimi negoziati nell'autunno scorso, che valgono indistintamente per tutta la Svizzera. Essi a seconda della categoria ammontano da 3800 a 4100 franchi con 13 mensilità. Qui secondo la Imboden bisognerebbe ancora fare qualcosa per i collaboratori di lunga data: «Nel commercio al dettaglio l'esperienza professionale va valorizzata di più», commenta la Imboden. E in futuro serviranno risposte anche per la pressione lavorativa, continuamente in crescita, sul personale.

Il contratto con Coop costituisce uno dei più vecchi CCL della Svizzera e l'anno prossimo festeggerà il suo centenario. Il nuovo CCL protegge 37'000 dipendenti Coop ed entrerà in vigore il 1. gennaio 2014 e varrà fino alla fine del 2017.

 

Ulteriori informazioni:
Natalie Imboden, membro della direzione Unia del settore terziario