Salari minimi

salario minimo

La legislazione svizzera non contempla il salario minimo

Contrariamente a quanto avviene nella maggior parte dei paesi europei, la legislazione svizzera non contempla un salario minimo valido per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Il sindacato Unia si batte con fermezza a favore della sua introduzione. I salari minimi assicurano salari equi e sono uno strumento importante contro il dumping salariale. Chi lavora a tempo pieno merita un salario che sia sufficiente a condurre una vita dignitosa.

Salari minimi cantonali

Neuchâtel è stato il primo cantone ad introdurre il salario minimo. A sei anni dalla decisione popolare del 2011, il Tribunale federale ha dato il via libera all’introduzione della tariffa oraria minima, respingendo il ricorso delle associazioni padronali. Il salario minimo neocastellano di 20 franchi è inferiore alla tariffa oraria di 22 franchi rivendicata da Unia. Si tratta tuttavia di un segnale importante per altri cantoni.

Anche nel Giura e in Ticino la popolazione ha deciso l’introduzione di un salario minimo cantonale. L’entità di tale salario minimo non è però ancora stata stabilita. Unia chiede con insistenza che nell’attuazione delle nuove disposizioni vengano applicati salari minimi equi. Il salario minimo neocastellano è stato definito in conformità alle direttive concernenti le prestazioni complementari (PC). Esse si basano su quanto occorre a una persona adulta per vivere al di sopra della soglia della povertà.

Salari minimi nei CCL

Molti rami professionali o aziende sono tutelati da contratti collettivi di lavoro (CCL) che prevedono salari minimi concordati tra le parti sociali. Tuttavia, non tutti i datori di lavoro sono disposti a negoziare con i sindacati. Ecco perché in Svizzera la copertura contrattuale resta molto bassa: solo la metà delle lavoratrici e dei lavoratori è protetta da un CCL e solo 1,7 di 5 milioni di occupati beneficiano di un salario minimo contrattuale. Il portale online del Servizio CCL informa sull’entità dei singoli salari minimi definiti contrattualmente.

Le donne traggono beneficio dai salari minimi

Le donne lavorano in misura maggiore rispetto alla media in rami professionali tradizionalmente malpagati. Per loro, il salario minimo è dunque particolarmente importante. Inoltre, le donne lavorano spesso a tempo parziale o interrompono la loro attività professionale per un determinato periodo, con gravi ripercussioni sulla loro rendita di vecchiaia. I salari minimi aiutano ad attenuare situazioni precarie.

Protezione contro il dumping salariale

Chi lavora a tempo pieno deve ottenere un salario che gli permetta di vivere dignitosamente. I bassi salari non solo danneggiano i diretti interessati, ma mettono sotto pressione l’intero sistema salariale. A fare le spese del dumping salariale sono tutti i lavoratori e le lavoratrici, ma anche i datori di lavoro corretti che pagano salari equi ai loro dipendenti.

Un salario minimo equo: 4000 franchi

Benché l’iniziativa sui salari minimi dei sindacati 2014 sia stata respinta alle urne, ha avuto comunque molti effetti positivi: la soglia dei 4000 franchi si è imposta come nuovo parametro di un salario minimo equo. Numerose aziende e interi rami professionali hanno aumentato i loro salari minimi. Grazie all’iniziativa, migliaia di lavoratori e lavoratrici hanno ottenuto un aumento salariale.