Congresso di Unia: la Svizzera deve contribuire alla realizzazione di un’Europa sociale

Nella seconda giornata congressuale, dopo le elezioni degli organi direttivi, i/le 350 delegati/e del sindacato Unia hanno adottato una serie di risoluzioni su temi di attualità politica. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha inviato un messaggio di saluto al Congresso, in cui ha sottolineato la necessità di affrontare le conseguenze sociali della pandemia di Covid-19.

Nella risoluzione «La Svizzera deve contribuire alla realizzazione di un’Europa sociale», le delegate e i delegati si sono espressi sulla strategia politica europea da adottare dopo il fallimento dell’accordo quadro. La risoluzione afferma che dopo aver respinto il doppio attacco alle misure di accompagnamento a tutela dei salari sferrato dall’iniziativa per la disdetta dell’UDC e da un accordo quadro negoziato in modo errato, è necessario e possibile imporre un cambiamento di paradigma. La Svizzera deve costruire un rapporto stabile con l’UE, basato sugli interessi comuni di tutta la popolazione: sulla sicurezza e sulla giustizia sociali nonché sulla libera circolazione, associata a diritti delle lavoratrici e dei lavoratori forti.

Cooperazione sociale con l’UE come «piano B»

Con la risoluzione il Congresso Unia chiede che il Consiglio federale e il Parlamento trasmettano un forte segnale di cooperazione all’UE in quattro ambiti. La Svizzera deve innanzitutto recepire i principi e le direttive essenziali del «pilastro europeo dei diritti sociali», che in parte definiscono norme migliori per le condizioni di lavoro e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. In secondo luogo, la Svizzera deve migliorare la sicurezza del soggiorno e i diritti sociali delle cittadine e dei cittadini UE in Svizzera, soprattutto in caso di disoccupazione, e in tal modo dare attuazione agli elementi chiave della direttiva sulla cittadinanza dell’UE. In terzo luogo, la Svizzera deve fare un grande passo in direzione dell’UE con l’obiettivo di armonizzare le norme fiscali e introdurre una tassazione minima delle imprese.

La Svizzera deve infine approfondire la cooperazione pratica. In tale ottica deve aderire all’«Autorità europea del lavoro» e versare contributi generosi nel quadro del fondo di coesione e della cooperazione in materia di formazione. In linea con il movimento sindacale europeo, le delegate e i delegati chiedono inoltre che la Svizzera e tutti gli Stati dell’UE continuino a definire norme minime in materia di condizioni lavorative e salariali e possano istituire meccanismi di controllo efficaci e adeguati alla situazione reale in loco. Solo così sarà possibile impedire un livellamento verso il basso della protezione salariale e delle retribuzioni.

No all’attuale riforma dell’AVS – rafforzamento dei diritti di soggiorno per le/i migranti

In una seconda risoluzione il Congresso Unia si è espresso con determinazione contro un innalzamento dell’età ordinaria di pensionamento delle donne. Questo progetto di risparmio è uno scandalo perché già oggi le rendite delle donne sono inferiori a quelle degli uomini di circa un terzo e spesso le donne devono vivere una vecchiaia in condizioni di precarietà. Le donne hanno bisogno di un aumento delle rendite AVS, non di un innalzamento dell’età pensionabile.

Le delegate e i delegati hanno infine adottato un’ulteriore risoluzione che chiede il miglioramento della certezza del soggiorno per le migranti e i migranti. I/Le migranti forniscono un contributo essenziale al buon funzionamento della Svizzera e garantiscono i servizi di base nei rami professionali essenziali. Spesso vivono tuttavia in condizioni precarie e la pandemia di Covid-19 ha ulteriormente inasprito le loro condizioni di vita. Le delegate e i delegati Unia esigono che si ponga fine alle discriminazioni: il diritto ad un sostegno pubblico in caso di difficoltà non deve essere minato da sanzioni ancorate nella legislazione sugli stranieri.

Parmelin sulla lotta alla crisi

Nell’odierna giornata di sabato Guy Parmelin ha trasmesso un messaggio di saluto alle delegate e ai delegati di Unia. Il presidente della Confederazione ha stilato un bilancio positivo delle misure anticrisi adottate nel quadro della pandemia di Covid-19. Il lavoro ridotto ha contribuito in modo decisivo ad evitare un aumento più marcato della disoccupazione. Il 20% di tutte le aziende ha ricevuto un credito transitorio e 400’000 lavoratori indipendenti, genitori e persone in quarantena hanno beneficiato di un sostegno per compensare le perdite di guadagno. Grazie al prolungamento del diritto alle indennità di disoccupazione, nessuno è rimasto indietro. Parmelin ha anche riconosciuto che le persone con un reddito basso sono le più colpite dalla pandemia e che pertanto era molto importante far arrivare rapidamente le misure di sostegno alle persone colpite.