Sans-papiers: ecco i vostri diritti!

Vivete o lavorate in Svizzera senza permesso di soggiorno?

Circa 150'000 persone risiedono in Svizzera senza permesso di dimora. La maggior parte dei «sans-papiers», spesso definiti anche «illegali» o «clandestini», sono lavoratrici e lavoratori senza statuto di soggiorno regolamentato, occupati soprattutto nel ramo delle pulizie, nelle economie domestiche, nei cantieri, nei ristoranti, negli alberghi, nel trasporto o nell’agricoltura.

Che siate entrati in Svizzera senza visto o permesso di dimora valido o siate rimasti qui dopo la scadenza del permesso di dimora: godete comunque di diritti fondamentali. I diritti umani non sono legati a uno statuto di soggiorno. Valgono per tutti.
Questa pagina contiene informazioni utili per la vita quotidiana e vi spiega i vostri diritti. Anche i consultori per sans-papiers del vostro Cantone possono esservi di aiuto. Potete confidare a questi centri tutti gli aspetti della vostra situazione. I consultori sono indipendenti e sottostanno al segreto professionale. Non è mai troppo presto o troppo tardi per informarsi. Qui trovate un elenco di indirizzi utili.

Potete ottenere ulteriori informazioni anche rivolgendovi al sindacato Unia. In generale, vale la seguente regola: i vostri documenti e i vostri effetti personali appartengono a voi. Nessuna persona o autorità ha il diritto di sequestrarli. È anche importante che riusciate ad avvalorare le vostre affermazioni. Conservate quindi tutte le prove: messaggi di testo, lettere, contratti, diari ecc.

Trovate ulteriori informazioni utili ad esempio nel dossier «I miei diritti sul posto di lavoro» o presso il vostro segretariato regionale Unia.

Panoramica delle tematiche:

1. Regolarizzazione del soggiorno

Le persone provenienti da Paesi non appartenenti all’UE non hanno quasi nessuna possibilità di ottenere un permesso di soggiorno in Svizzera. Per i sans-papiers gli unici modi di regolarizzare la loro posizione sono praticamente l’ottenimento di un permesso di dimora per i casi di rigore o il matrimonio/l’unione domestica registrata.

  • Permesso di dimora per i casi di rigore

    La legge prevede che i sans-papiers debbano lasciare immediatamente la Svizzera, a meno che non sussista un «caso personale particolarmente grave».

    Le decisioni relative alle domande d’approvazione di casi di rigore personale rientrano nella sfera di competenza dei Cantoni: le domande devono essere presentate all’autorità della migrazione del Cantone di domicilio. In ogni caso viene esaminata individualmente la situazione personale complessiva. La prassi seguita differisce da Cantone a Cantone e dipende in forte misura dal contesto politico. Se un Cantone accoglie una domanda d’approvazione di un caso di rigore personale, anche la Confederazione deve dare il suo consenso alla regolarizzazione. Nella maggior parte dei casi il consenso viene dato.

    Le autorità partono dal presupposto che nei soggiorni di durata inferiore a cinque anni non sussista un caso di rigore. La domanda viene esaminata seriamente solo nei soggiorni più lunghi. Vengono presi in considerazione vari criteri che provano l’«elevato grado d’integrazione», come ad esempio la durata del soggiorno in Svizzera, l’indipendenza economica, l’integrazione, la salute, l’estratto del casellario giudiziale e altro ancora. Concretamente vengono regolarizzati numerosi sans-papiers che vivono in Svizzera da più di 10 anni (o 5 anni per le famiglie con bambini in età scolastica), sono economicamente indipendenti, non hanno precedenti penali e parlano una lingua nazionale.
    Anche nei casi in cui abbiate ricevuto una decisione negativa in materia di asilo cresciuta in giudicato, se le autorità svizzere sono a conoscenza del vostro soggiorno in Svizzera da almeno 5 anni, grazie alla clausola dei casi di rigore potete richiedere un permesso di dimora. Nella prassi in numerosi Cantoni 5 anni non sono tuttavia sufficienti.

    Le vittime della tratta di esseri umani godono di una tutela speciale. Se siete o siete stati costretti a lavorare con la minaccia o l’uso della forza oppure a causa di presunti debiti e siete o siete stati sfruttati sessualmente o sul lavoro, siete o siete stati costretti a compiere reati o a chiedere l’elemosina, potete ricevere aiuto e ottenere una regolarizzazione. Anche nel caso in cui abbiate formalmente acconsentito al vostro sfruttamento.

  • Ricongiungimento familiare

    Matrimonio e unione domestica registrata

    Ogni persona ha il diritto di sposarsi. Di fatto per i sans-papiers non è tuttavia facile sposarsi, dato che i cittadini stranieri che vogliono contrarre matrimonio in Svizzera devono provare il loro soggiorno regolare in questo Paese. Gli uffici dello stato civile sono inoltre tenuti a segnalare alle autorità della migrazione gli sposi illegalmente presenti. Il Tribunale federale ha tuttavia statuito che un divieto generalizzato di matrimonio in Svizzera non è ammissibile. Ogni singolo caso deve essere esaminato e, qualora risultino soddisfatti determinati criteri, l’Ufficio federale della migrazione deve rilasciare una cosiddetta tolleranza della dimora per dare avvio alla procedura preparatoria del matrimonio. La prassi differisce da Cantone a Cantone. Chiedete informazioni sulla procedura in un consultorio.

    Oltre al matrimonio, avete anche la possibilità di vivere in un’unione domestica registrata. A seconda del Cantone sono previste condizioni diverse. Può ad esempio essere richiesto che la vostra o il vostro partner abbia la nazionalità svizzera o un permesso di soggiorno valido.

    In caso di presunto matrimonio fittizio o presunta unione domestica registrata fittizia, l’autorità svizzera deve negare il matrimonio o la registrazione dell’unione domestica. In tal caso non avete altra scelta che recarvi nel vostro Paese di cittadinanza per sposarvi lì e poi presentare una domanda di ricongiungimento familiare in Svizzera oppure richiedere un visto per il matrimonio o la preparazione dell’unione domestica registrata, affinché possiate entrare regolarmente in Svizzera per il matrimonio o la registrazione dell’unione domestica.

    Se divorziate nei primi tre anni dopo il matrimonio o l’unione domestica, rischiate, anche nel caso in cui siate vittime di violenza domestica, di non vedervi prorogato il vostro permesso di dimora (permesso B). Se avete già vissuto vari anni in Svizzera prima del matrimonio, a seconda della vostra situazione (con o senza figli) potreste dover presentare una domanda d’approvazione di casi di rigore.

    Altri casi

    Se siete minorenni e uno dei vostri genitori ha una situazione regolare, questa persona può richiedere per voi un permesso di soggiorno. La stessa considerazione vale se siete la madre di un figlio minorenne che ha la nazionalità svizzera o europea o risiede regolarmente in Svizzera.

  • Apolidia

    In Svizzera siete considerati apolidi ove, senza alcuna vostra colpa, abbiate perso la vostra cittadinanza e non abbiate nessuna possibilità di (ri)acquisirla. In tal caso potete presentare alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) una domanda di riconoscimento dell’apolidia per ottenere un permesso di dimora (B) e un documento di viaggio per recarvi all’estero. Se siete minorenni e vivete in Svizzera già da 5 anni, potete anche presentare una domanda di naturalizzazione agevolata. Il processo è lungo e complesso. In particolare, dovete poter dimostrare che nessun altro Stato vi riconosce come cittadini. Il riconoscimento è tuttavia necessario perché l’apolide rischia la (ripetuta) carcerazione in vista di un rinvio coatto, anche qualora l’espulsione violi il diritto in vigore.

2. Salute

I sans-papiers vivono spesso in condizioni difficili. Non di rado il lavoro che svolgono è faticoso e nocivo per la salute. Questa situazione è aggravata dallo stress di una vita vissuta senza statuto di soggiorno regolamentato, con possibili ripercussioni negative per la salute.

Trovate ulteriori informazioni nella Guida alla salute, redatta dalla Croce Rossa Svizzera CRS, la Caritas e l’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP (disponibile presso i consultori o all’indirizzo www.migesplus.ch).

  • Diritto all’assistenza sanitaria

    In Svizzera, tutte le istituzioni sanitarie e i medici sono obbligati a fornire assistenza nelle situazioni di emergenza. Se avete bisogno di assistenza medica perché siete malati o feriti, dovete essere curati, con o senza copertura di un’assicurazione malattie. Negli ospedali sono disponibili consulenti sociali, che possono aiutarvi a risolvere i vostri problemi.

    Il personale medico e sanitario sottostà al segreto professionale. Non dovete comunicare il vostro nome, la vostra data di nascita e i vostri dati di contatto alla polizia o all’Ufficio della migrazione.

    Suggerimento: varie organizzazioni private offrono un’assistenza sanitaria gratuita o vantaggiosa a livello locale. In alcuni Cantoni gli ospedali pubblici sono addirittura obbligati a fornire l’assistenza sanitaria gratuita di base a carico del servizio pubblico perché determinate istituzioni hanno accantonato riserve proprio per questo scopo (servizi sociali, autorità cantonali, ospedali ecc.). Se non avete concluso un’assicurazione malattie e le istituzioni pubbliche in loco non sono obbligate a pagare il vostro trattamento, a seconda delle circostanze dovete sostenere voi stessi i costi. In tal caso è ammesso il pagamento a rate.

  • Diritto all’assicurazione malattie

    Avete il diritto di concludere un’assicurazione malattie e infortuni. Gli unici dati richiesti sono il cognome, il nome, la data di nascita e un indirizzo di contatto.
    Tutte le persone assicurate a norma di legge hanno diritto allo stesso catalogo di prestazioni, a prescindere dal loro statuto di soggiorno. I costi dei trattamenti medici, delle degenze ospedaliere, delle gravidanze e dei parti sono a carico della cassa malati. I trattamenti odontoiatrici non sono invece coperti dall’assicurazione di base.

    In Svizzera l’assicurazione malattie non è gratuita. Ogni mese pagate un contributo («premio»), una parte dei costi delle prestazioni mediche («franchigia») e il 10% dei costi («aliquota percentuale»). Se avete un reddito basso, in alcuni Cantoni sussiste la possibilità di richiedere una riduzione dei premi («riduzione)». Anche le casse malati sottostanno al segreto professionale. Potete comunicare i vostri dati personali alle autorità preposte alla migrazione solo se avete dato il vostro consenso per scritto o, se il consenso non può essere ottenuto, se tale comunicazione è nel vostro interesse, ma questo non avviene mai. All’atto della stipula dell’assicurazione, vi raccomandiamo comunque di indicare l’indirizzo di una terza persona «legale» affidabile.

    Avvertenza! Se non avete un’assicurazione malattie, avrete problemi con l’assistenza medica, il pagamento delle cure ricevute e i trattamenti. Esistono grandi differenze tra i Cantoni.

    Dovete stipulare un’assicurazione entro 3 mesi dal vostro ingresso in Svizzera. In caso di affiliazione tardiva (dopo più di 3 mesi dall’arrivo), l’assicuratore può applicare un supplemento di premio del 50% per una durata pari al doppio di quella del ritardo di affiliazione. In tal caso l’assicurazione non ha tuttavia effetto retroattivo, anche se dovete comunque pagare il premio retroattivamente.
    Tante persone stipulano un’assicurazione complementare volontaria, pur non avendo le risorse per pagarla: le ripercussioni sono pesanti in termini di indebitamento e impedimento di una futura regolarizzazione.

    Suggerimento: non firmate mai un documento se non siete sicuri di capire di cosa si tratta.

  • Diritto all’assicurazione contro gli infortuni

    L’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è obbligatoria per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, anche in assenza di un permesso di dimora. L’obbligo riguarda anche il personale domestico, gli apprendisti, gli stagisti e i volontari. Se lavorate almeno 8 ore a settimana per lo stesso datore di lavoro, siete assicurati anche contro gli infortuni non professionali. I premi per l’assicurazione obbligatoria vengono pagati dal datore di lavoro. Anche i premi dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni non professionali, laddove prevista, sono a carico del datore di lavoro.

    Avvertenza: siete assicurati e ricevete le prestazioni anche se il vostro datore di lavoro non adempie il suo obbligo delle assicurazioni sociali. Se ricevete cure mediche a seguito di un infortunio professionale o una malattia professionale, non dovete pagare il conto di tasca vostra: i costi sono a carico dell’assicurazione contro gli infortuni del vostro datore di lavoro.

    Suggerimento: di norma le assicurazioni contro gli infortuni sottostanno al segreto professionale. La legge le obbliga tuttavia a informare le autorità della migrazione se constatano indizi di lavoro nero, cioè di un lavoro non annunciato alle assicurazioni sociali.

  • Diritti riproduttivi (contraccezione, interruzione della gravidanza ecc.) e prevenzione di infezioni sessualmente trasmissibili (HIV/Aids, altre malattie sessuali)

    Medici, ospedali e consultori speciali forniscono informazioni sui metodi contraccettivi per le donne e gli uomini nonché sull’aborto.

    L’utilizzo di preservativi nei rapporti sessuali vi protegge dall’HIV/Aids e altre malattie sessualmente trasmissibili. Possono essere acquistati senza ricetta medica in ogni farmacia o supermercato e vengono addirittura distribuiti gratuitamente da alcune istituzioni. I test HIV possono essere eseguiti in centri specializzati a basso costo o gratuitamente e in modo anonimo. Informazioni sull’HIV/Aids sono disponibili in varie lingue agli indirizzi www.aids.ch e www.migesplus.ch.

3. Lavoro

Se concordate di lavorare per una persona e in cambio quest’ultima vi promette un salario, questo accordo è considerato un contratto di lavoro, anche se gli accordi presi sono solo verbali. Un contratto di lavoro non vi consente di regolarizzare la vostra situazione, ma vi garantisce condizioni di lavoro minime.

  • I vostri diritti sul posto di lavoro

    Questi sono i vostri diritti sul posto di lavoro:

    • diritto alle condizioni di lavoro e ai salari previsti dai contratti collettivi di lavoro, dagli usi locali, dalle pratiche professionali e dai contratti normali di lavoro;
    • minorenni: divieto di lavoro per i giovani di età inferiore a 15 anni e durata della giornata lavorativa non superiore a 9 ore al giorno. Divieto di lavoro notturno e domenicale per i giovani di età inferiore a 18 anni. Se lavorate come collaboratrici o collaboratori domestici e convivete con il datore di lavoro, quest’ultimo deve garantirvi un alloggio che protegga la vostra sfera privata;
    • termini di preavviso adeguati: il datore di lavoro deve informarvi con il dovuto anticipo se non intende più occuparvi;
    • diritto all’AVS/AI (cfr. capitolo Assicurazioni sociali).

    Purtroppo tantissimi sans-papiers ricevono un salario troppo basso o non vengono retribuiti affatto e questo è illegale. Se il dialogo diretto con il datore di lavoro non dà esito, alcuni Cantoni prevedono la possibilità di intraprendere un’azione legale dinanzi a un tribunale del lavoro.

    Un’azione legale dinanzi al tribunale del lavoro può anche essere promossa da una persona munita di apposita procura. Potete far valere i vostri diritti in tribunale retroattivamente per un massimo di cinque anni, anche nel caso in cui abbiate lasciato la Svizzera.

    Suggerimento: quando vi presentate per la prima volta a un datore di lavoro, chiedete informazioni sul lavoro: quanto guadagnerete? Quante ore dovrete lavorare? Quali lavori dovrete effettuare e quali no?

    Se possibile, concordate orari di lavoro chiari. Questo aspetto è particolarmente importante se convivete con il datore di lavoro. Concordate anche i giorni liberi. Chiedete se potete avere questi accordi per iscritto. La legge obbliga i datori di lavoro a consegnarvi un contratto di lavoro.

    Suggerimento: annotate ogni giorno quanto avete lavorato e che lavori avete svolto. Conservate le istruzioni di lavoro scritte (carta, SMS, e-mail ecc.) e scattate foto del vostro posto di lavoro. Se avete documentato il lavoro svolto, in caso di problemi con il datore di lavoro sarà più facile far valere i vostri diritti.

    Suggerimento: se siete affiliati a un sindacato, sarete consigliati e sostenuti in ogni fase del percorso. Non esitate a chiedere informazioni a un ufficio sindacale nelle vostre vicinanze.

    Avvertenza! Numerose persone sono vittime della tratta degli esseri umani senza esserne consapevoli. Se lavorate in Svizzera a seguito di false promesse o inganni sulle condizioni di lavoro, se siete costretti a lavorare con la minaccia della forza o per pagare un grosso debito – anche con il vostro consenso – potete ottenere aiuto per uscire da questa situazione. Chiedete informazioni a un’organizzazione affiliata alla Piattaforma svizzera contro la tratta degli esseri umani: plattform-menschenhandel.ch

  • Assicurazioni sociali

    Le assicurazioni sociali sono obbligatorie per tutte le persone che vivono e lavorano in Svizzera. Le più importanti sono l’assicurazione vecchiaia (AVS), l’assicurazione invalidità (AI), gli assegni familiari, l’assicurazione contro la disoccupazione (AD), l’assicurazione contro gli infortuni (AINF), l’indennità per perdita di guadagno (IPG), la previdenza professionale (LPP) e l’assicurazione maternità.

    Tutti i datori di lavoro devono annunciare i propri dipendenti alle assicurazioni sociali.

    Avvertenza! L’affiliazione alle assicurazioni sociali non significa avere un permesso di dimora. Il vostro statuto di soggiorno resta irregolare. Se siete affiliati alle assicurazioni sociali ricevete un certificato di assicurazione («certificato AVS»). Il vostro datore di lavoro continuerà ad impiegarvi in modo illegale, ma sarete assicurati contro l’invalidità e riceverete una piccola rendita di vecchiaia, anche se in quel momento non vivrete più in Svizzera.

    Avvertenza! Esistono datori di lavoro che detraggono i contributi dal salario senza poi versarli alle assicurazioni! Se non avete ricevuto un certificato AVS, significa che il vostro datore di lavoro non vi ha assicurati in modo corretto.
    Suggerimento: parlate con il vostro datore di lavoro dell’annuncio alle assicurazioni sociali. In ogni caso, informatevi prima presso un sindacato o un consultorio sulla prassi abituale seguita nel vostro Cantone di domicilio.

    Suggerimento: se volete lasciare la Svizzera: informatevi sui vostri diritti prima di lasciare il Paese.

    • Assegni familiari e indennità per perdita di guadagno: avete diritto a queste indennità se vi siete annunciati alla cassa cantonale competente e siete in possesso di un certificato AVS.
    • Indennità per insolvenza: avete diritto a quest’indennità se il vostro datore di lavoro è insolvente.
    • Assicurazione contro la disoccupazione: non avete diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione né ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.

4. Istruzione e formazione

I bambini sans-papiers godono di diritti e possibilità speciali. Possono andare a scuola e spesso ricevono ulteriore sostegno. Se avete un figlio o siete voi stessi minorenni, informatevi presso un consultorio sulla situazione scolastica nel vostro Cantone.

  • Accudimento dei bambini e asilo

    In numerosi Cantoni gli asili nido e altre strutture di accoglienza sono aperti anche ai sans-papiers. I Cantoni si fanno carico di parte dei costi. Inoltre, nella maggior parte dei Cantoni è possibile o addirittura obbligatorio che i bambini senza statuto di soggiorno regolamentato vadano all’asilo.

  • Scuola obbligatoria

    Per tutta la durata dell’obbligo scolastico, le scuole pubbliche devono accettare tutti i bambini e i ragazzi fino ai 16 anni, a prescindere dal loro statuto di soggiorno. L’accesso alla scuola obbligatoria è gratuito.

    Suggerimento: si raccomanda ai bambini e ai ragazzi di età inferiore a 16 anni di rivolgersi al servizio di consulenza scolastica della scuola e a un consultorio.

  • Scuola non obbligatoria

    Non esiste un diritto fondamentale all’istruzione dopo la scolarità obbligatoria. In alcuni Cantoni, se risultano soddisfatte determinate condizioni, potete frequentare una scuola del livello secondario II (liceo/scuola con maturità professionale/scuola media specializzata), un’università o una scuola universitaria. Su richiesta è anche possibile usufruire di misure di transizione. Nelle scuole non statali sorge il problema del finanziamento.

  • Formazione professionale

    In assenza di un permesso di dimora non è possibile seguire un tirocinio professionale. Se i sans-papiers intendono seguire un tirocinio professionale, possono richiedere un permesso di dimora per la durata di tale formazione. Devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

    • dovete aver frequentato una scuola in Svizzera per almeno 5 anni;
    • dovete presentare la vostra candidatura entro 12 mesi dalla fine dell’obbligo scolastico;
    • dovete poter dimostrare di essere «ben integrati» e che rispettate il sistema giuridico svizzero;
    • dovete dichiarare apertamente la vostra identità;
    • il datore di lavoro deve comunicare alle autorità cantonali la sua disponibilità ad assumervi.

    Avvertenza! Non esiste il diritto a un’autorizzazione a iniziare e terminare una formazione professionale. L’autorizzazione viene concessa solo se risultano soddisfatte tutte le condizioni. Il rischio è elevato: se la vostra domanda viene respinta, sussiste la possibilità di un’espulsione sia per voi che per la vostra famiglia. In particolare viene esaminata la situazione dell’intera famiglia. In questa fase non sussiste alcuna garanzia che alla fine della formazione il permesso di dimora venga prorogato, anche se di fatto tale proroga viene per lo più concessa.

  • Sostegno per le famiglie

    Le famiglie con figli possono usufruire di agevolazioni in numerosi ambiti della vita. Queste agevolazioni includono proposte scolastiche, ma anche attività per il tempo libero culturali e artistiche.

    Suggerimento: le scuole e il personale docente non possono comunicare alla polizia i dati di contatto di minorenni. I docenti sono persone di fiducia e quasi sempre capiscono la difficile situazione dei figli di sans-papiers. Partecipate alle riunioni dei genitori e agli altri incontri organizzati dalla scuola. Se avete paura, fatevi accompagnare da qualcuno.

5. Corsi di lingua e attività sociali

  • Corsi di lingua e attività sociali

    Vi raccomandiamo di imparare la lingua locale, sia scritta che orale. La conoscenza della lingua locale vi semplificherà in modo considerevole la vostra vita quotidiana in Svizzera. Riuscirete a migliorare la vostra partecipazione alla vita sociale, costruire una rete di contatti e difendere con più efficacia i vostri interessi.

    Spesso le autorità o le organizzazioni locali propongono corsi di lingua gratuiti o a prezzi convenienti, in orari che ben si conciliano con il lavoro. Numerosi Cantoni garantiscono ai sans-papiers anche un accesso agevolato a varie attività. Queste attività possono aiutarvi a mantenere i vostri contatti, esprimervi in modo più corretto e informarvi. Numerose organizzazioni offrono workshop di conversazione e attività sociali, politiche, artistiche, culturali e sportive facilmente accessibili.

    L’apprendimento della lingua e delle usanze locali nonché le reti sociali sono requisiti fondamentali in vista della regolarizzazione del vostro statuto.

    Suggerimento: l’ente di formazione per adulti ECAP vi consente di frequentare vari corsi senza correre rischi: www.ecap.ch.

6. Abitazione

  • Abitazione

    Senza permesso di dimora è difficile trovare un alloggio. Spesso i sans-papiers riescono ad affittare solo appartamenti piccoli e troppo costosi. Possono concludere un contratto di affitto legalmente valido. Spesso, tuttavia, i locatori o le agenzie chiedono la prova di uno statuto di soggiorno regolamentato.

    Non di rado i sans-papiers trovano un appartamento affidandosi a una persona che risiede legalmente in Svizzera e affitta un alloggio per loro. Questa persona commette tuttavia un reato: è punibile con una pena detentiva fino a 12 mesi, anche se di norma viene condannata al pagamento di una multa di alcune aliquote giornaliere.

    Il locatore non può richiedere un prezzo superiore al canone d’affitto usuale. Il prezzo non può inoltre essere molto superiore a quello pagato dall’inquilino precedente.

    Il locatore ha il diritto di richiedere un deposito per un importo massimo pari a tre mesi di affitto. Se pagate l’affitto e non provocate danni, il deposito vi sarà restituito quando lasciate l’appartamento. Chiedete una ricevuta per il deposito versato.

    Se lavorate come collaboratrice o collaboratore domestico e convivete con il vostro datore di lavoro, ci sono condizioni speciali che vi tutelano.

    Suggerimento: è importante essere in grado di fornire una prova dei pagamenti effettuati. Chiedete al locatore di consegnarvi polizze di versamento per pagare l’affitto con il vostro vero nome. Le polizze di versamento sono la miglior prova dell’avvenuto pagamento dell’affitto e, se necessario, per le future richieste di restituzione al locatore.

    Suggerimento: se il locatore chiede un affitto troppo elevato o non vi restituisce il deposito, cercate di negoziare con lui con l’aiuto di un centro di consulenza. Se questa strategia risulta inefficace, in alcuni Cantoni potete avvalervi gratuitamente di un servizio di mediazione. Se il locatore propone un alloggio inadeguato a un canone d’affitto sproporzionato (locali malsani, cantina ecc.), può essere condannato a una pena detentiva o a una multa per aver sfruttato la vostra posizione di debolezza.

7. Polizia e giustizia

Dal punto di vista delle autorità, i sans-papiers infrangono la legge per il solo fatto di essere in Svizzera. Anche lavorare senza permesso è un reato. La polizia e la giustizia sono tuttavia tenute a informarvi sui vostri diritti e a rispettarli.

Polizia e giustizia

  • I controlli della polizia e i vostri diritti
    • La polizia non è autorizzata a eseguire controlli senza ragione. Tuttavia, se ha ragione di credere che siate collegati a un reato, ha il diritto di arrestarvi e verificare la vostra identità sia in uno spazio pubblico che in uno spazio privato.
       
    • La polizia può arrestarvi se partecipate a manifestazioni non autorizzate (o a manifestazioni autorizzate in cui si verificano scontri violenti).
       
    • Senza permesso di dimora è probabile che vi portino in un posto di polizia. Nelle prime 24 ore della vostra custodia cautelare la polizia può interrogarvi senza la presenza di un legale. Dopo 24 ore e prima di un possibile esame della detenzione, chiedete l’assistenza (gratuitamente) di un o una legale.
       
    • Successivamente viene condotto un interrogatorio. Le persone che conducono l’interrogatorio devono trattarvi in modo corretto: devono astenersi da minacce e aggressioni fisiche o psichiche.
       
    • Nell’interrogatorio chiedete la presenza di un interprete. Non rispondete o non firmate nulla se non avete capito tutto esattamente.
       
    • Avete sempre il diritto di non rispondere. Non dovete fornire indicazioni sul vostro indirizzo, il vostro datore di lavoro e la vostra cerchia di amici. Potete rispondere dicendo: «non ho nulla da dichiarare». È meglio tacere che dire una bugia. Le bugie vengono per lo più scoperte e sareste considerati inaffidabili. Dovete tuttavia fornire i vostri dati personali, cioè cognome, nome, data di nascita e luogo di origine.
    • Nel quadro di un controllo semplice, la polizia non è autorizzata a effettuare una perquisizione personale senza ragione, cioè a tastare il corpo o addirittura a controllare le parti intime. Se lo ritiene necessario, è tuttavia autorizzata a effettuare una perquisizione una volta giunti al posto di polizia. Le perquisizioni personali devono sempre essere eseguite in due fasi (prima nella parte superiore e poi nella parte inferiore o viceversa, ma mai tutto il corpo contemporaneamente) e devono essere eseguite da una persona dello stesso sesso. Se siete una persona trans, dovrebbe essere presa in considerazione la vostra richiesta di essere perquisiti da una persona il cui sesso registrato corrisponde alla vostra identità di genere. Le perquisizioni in cui il corpo viene svestito, per esempio le perquisizioni intime, possono essere eseguite solo da personale con apposita formazione medica, che in linea di principio non appartiene alle forze di polizia. Un eventuale esame vaginale o anale deve essere eseguito da un medico o un operatore sanitario, che non deve necessariamente avere il vostro stesso sesso. Non potete rifiutarvi di essere sottoposti a una perquisizione. Potete tuttavia rifiutare un controllo vaginale o anale, se vi causa notevole sofferenza.
       
    • La polizia può eseguire perquisizioni domiciliari solo se è in possesso di un mandato di perquisizione domiciliare. In virtù della Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, durante la procedura di allontanamento o di espulsione, la polizia può far perquisire lo straniero e le cose che ha con sé al fine di mettere al sicuro i documenti di viaggio o d’identità.
       
    • La polizia può sequestrare gli oggetti e i documenti che portate con voi per custodirli. Chiedete una ricevuta per tutti gli oggetti sequestrati. Esigete che i vostri appunti personali, l’agenda, il telefono o simili siano messi sotto chiave. Gli agenti di polizia non sono autorizzati a leggerli né a farne copie. Solo un giudice istruttore può disporre il dissequestro.
    • Bloccate il vostro cellulare con un codice, affinché la polizia non abbia facile accesso ai vostri messaggi e ai vostri contatti. Non avete alcun obbligo di comunicare questo codice.
       
    • Segnalate le aggressioni all’organizzazione per la difesa dei diritti umani «Augenauf».

    In linea di principio, se non avete commesso altri reati oltre al vostro soggiorno non regolamentato, al termine di un interrogatorio venite rilasciati.

    Quando si avvia o si sospende un procedimento penale, quando venite arrestati o rilasciati o quando viene emessa una sentenza penale contro di voi, le autorità comunicano tra di loro. Di norma dopo l’interrogatorio la polizia notifica il vostro nominativo alle autorità della migrazione e successivamente un giudice decide di espellervi nel vostro Paese di cittadinanza. Di solito l’espulsione è accompagnata da un divieto di soggiorno in Svizzera per almeno 2-3 anni.

    Potete essere condannati al pagamento di una multa o a una pena pecuniaria o detentiva di un anno o più. L’autorità giudiziaria può ordinare la perquisizione del vostro appartamento o di altri locali, se sospetta che vi nascondiate lì o che vi si trovino i vostri documenti di viaggio. La polizia degli stranieri può disporre una carcerazione in vista di un rinvio coatto. In tal caso restate in carcere finché le autorità organizzeranno la vostra partenza. La legittimità di questa carcerazione deve essere esaminata da un giudice entro 96 ore. La durata massima della carcerazione in vista di un rinvio o di un’espulsione, sommata alla possibile carcerazione per disobbedienza, ammonta a 18 mesi (12 mesi per i minorenni tra i 15 e i 18 anni). Potete presentare ricorso contro una decisione di carcerazione, ma il ricorso è soggetto a pagamento. Ogni 3 mesi la proroga della carcerazione deve inoltre essere esaminata nel quadro di un’udienza.

    Anche il vostro datore di lavoro rischia sanzioni penali (multa o pena pecuniaria o detentiva).

    Per quanto riguarda i vostri amici: la maggior parte delle persone in contatto con voi non rischia alcuna sanzione, tranne nel caso in cui le autorità reputino che «facilitino» il vostro soggiorno (ad esempio ospitandovi). In tal caso di norma rischiano una piccola pena pecuniaria.

    Suggerimento: se la polizia vi ha messo sotto fermo, contattate immediatamente un consultorio giuridico.

8. Sostegno in situazioni d’emergenza

  • Sostegno in situazioni d’emergenza

    Se vi trovate in una situazione di difficoltà, non avete diritto all’assistenza sociale. Avete tuttavia diritto al soccorso d’emergenza sotto forma di cibo, alloggio, vestiti e cure mediche di base. Ciò significa tuttavia che dovete annunciarvi alle autorità cantonali e questo annuncio ostacolerà la vostra domanda di regolarizzazione, dato che non siete più economicamente indipendenti.

    Se la vostra domanda di asilo viene respinta o avete ricevuto una decisione di non entrata in materia, se risultano soddisfatte determinate condizioni avete diritto al soccorso d’emergenza, che vi garantisce il minimo vitale.

9. Discriminazione

  • Discriminazione

    Le discriminazioni violano i diritti umani fondamentali e la dignità umana. Ciononostante, in Svizzera tante persone sono vittime di razzismo e discriminazione - nella vita privata, nei rapporti con le autorità, nella sfera pubblica e sul posto di lavoro.

    Le leggi svizzere sono inefficaci nella lotta al razzismo e alle altre forme di discriminazione. Le persone che subiscono discriminazioni devono affrontare vari ostacoli, tra cui il problema della produzione delle prove e la paura di conseguenze sociali, politiche giuridiche e finanziarie.

    Siamo solidali! Le organizzazioni solidali e i sindacati lavorano giorno dopo giorno per migliorare le leggi e la loro applicazione, affinché il razzismo e tutte le altre forme di discriminazione possano essere sanzionati in modo efficace. Conservate il maggior numero possibile di prove e rivolgetevi a un consultorio: riceverete sostegno.

10. Rischio di segnalazione alle autorità preposte alla migrazione

  • Rischio di segnalazione alle autorità preposte alla migrazione

    Se sospettano o sono state informate che il vostro statuto di soggiorno non è regolare, la legge obbliga determinate autorità a segnalare i vostri dati alle autorità preposte alla migrazione. È importante sapere di quali autorità si tratta.

    Nella maggior parte dei Cantoni le seguenti autorità devono segnalare sistematicamente i vostri dati alle autorità preposte alla migrazione:

    • Autorità di polizia, autorità preposte alle indagini penali e tribunali penali
    • Autorità fiscali e autorità di esecuzione dell’assicurazione sociale
    • Autorità preposte all’asilo
    • Uffici dello stato civile (nella maggior parte dei casi sono esclusi l’emissione di certificati di nascita e il riconoscimento della paternità)
    • Ispettori del lavoro, uffici preposti al controllo del mercato del lavoro, casse disoccupazione e uffici del lavoro

    Generalmente potete invece fidarvi delle seguenti autorità e organizzazioni:

    • Dicasteri scolastici e istituti di formazione
    • Autorità mediche, servizi sanitari e personale medico
    • Autorità di esecuzione delle casse malati
    • Aiuto alle vittime di reati
    • Avvocati
    • Associazioni (consultori, studi legali, organizzazioni umanitarie)
    • Sindacati

    Suggerimento: la lista non è completa ed esistono differenze da Cantone a Cantone. Se avete dubbi sulle autorità di cui potete fidarvi - specialmente con riferimento ai tribunali civili e del lavoro - contattate un consultorio o un sindacato.

Rivendicazioni del sindacato Unia

Chiediamo una regolarizzazione colletti

Da anni in Svizzera i sans-papiers si battono al fianco di gruppi di sostegno per ottenere una regolarizzazione collettiva. Hanno già raggiunto alcuni traguardi, ottenendo migliaia di permessi di dimora e il diritto all’assicurazione malattie per tutti.

Nelle regioni in cui i sans-papiers sono ben organizzati, possono aprirsi nuove strade. A Ginevra, grazie alla campagna «Opération Papyrus», nel 2017 e nel 2018 è stato possibile regolarizzare lo statuto di soggiorno di oltre 2800 sans-papiers. Criteri ginevrini per la regolarizzazione:

  • durata del soggiorno di 5 anni per le famiglie con figli in età scolastica, laddove il criterio del soggiorno di 5 anni si riferisce a un membro della famiglia
  • durata del soggiorno di 10 anni per le persone non coniugate, le coppie senza figli o le coppie con figli in età prescolastica
  • buona «integrazione»; la procedura di attestazione del livello linguistico A2 deve almeno essere avviata
  • nessuna condanna penale, nessuna condanna ripetuta per soggiorno illegale e lavoro non autorizzato e nessun divieto d’entrata successivo in Svizzera
  • piena indipendenza economica e assenza di debiti
  • svolgimento di un lavoro

Una buona ragione per aderire ai vari collettivi di sans-papiers per sostenere queste persone nella vostra regione!

Suggerimento: i sans-papiers che lavorano possono aderire a un sindacato senza correre rischi. Ogni giorno i sindacati lottano per una società equa e solidale. I sindacati rappresentano gli interessi di tutti i loro associati a prescindere dalla loro situazione giuridica e pertanto possono consigliarvi e sostenervi, ad esempio nei procedimenti giudiziari.

Indirizzi utili

Questa pagina è stata realizzata dal sindacato Unia in collaborazione con i centri di contatto per i sans-papiers.