I giardinieri meritano di più

Una petizione chiede migliori condizioni di lavoro.

È un lavoro duro e impegnativo, quello delle giardiniere e dei giardinieri. Non si tratta solo di tosare l’erba o potare gli alberi da frutto ; le lavoratrici e i lavoratori del settore svolgono molte mansioni paragonabili a quelle dell’edilizia. Eppure le loro condizioni di lavoro sono molto peggiori di quelle dei lavoratori dell’edilizia principale.

« I giardinieri guadagnano talvolta fino a 1000 franchi al mese in meno rispetto ai lavoratori edili », rileva Chris Kelley, responsabile nazionale di Unia per il giardinaggio. Nella Svizzera tedesca e francese un giardiniere senza formazione inizia generalmente con 3800 franchi al mese, se ha una formazione con 4350 franchi. « Sono salari che quasi non bastano per pagare l’affitto e i premi della cassa malati e mantenere una famiglia », osserva Kelley. Giardiniere e giardinieri devono inoltre lavorare più a lungo, hanno meno vacanze e vanno in pensione più tardi rispetto a chi lavora nell’edilizia.

Miglioramenti necessari

Non stupisce perciò che da un sondaggio sul « futuro del giardinaggio », realizzato da Unia nell’estate del 2016, emerga con forza la richiesta di un miglioramento delle condizioni di lavoro. L’inchiesta, a cui hanno partecipato circa 3000 giardiniere e giardinieri della Svizzera tedesca e francese, indica in particolare la necessità di aumentare i salari minimi e di stabilire regole valide per tutte le lavoratrici e i lavoratori del ramo. Quasi tre quarti degli intervistati sono inoltre « completamente d’accordo » con la richiesta di un pensionamento anticipato.

Un CCL per tutti

« Il futuro del giardinaggio dipende da buone condizioni di lavoro », commenta Kelley. « Troppi giardinieri abbandonano la professione perché non vedono prospettive, riescono a malapena a mantenere le loro famiglie o hanno la schiena a pezzi. » Per Unia un vero miglioramento delle condizioni di lavoro può essere ottenuto solo con un Contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale. A livello nazionale esiste al momento soltanto un CCL non obbligatorio stipulato tra l’organizzazione padronale Jardin Suisse e il piccolo sindacato di categoria Grüne Berufe Schweiz. « Ma questo CCL non vale per tutte le aziende e in ogni caso in molte parti si limita a riprendere la normativa della legge sul lavoro », puntualizza Kelley. Le condizioni di lavoro sono molto migliori nei cantoni di Vaud e Ginevra, dove Unia è riuscita a ottenere CCL cantonali di obbligatorietà generale.

I frutti della mobilitazione

Unia è particolarmente attiva del giardinaggio dal 2010. Tra le azioni di maggior successo sostenute da Unia negli ultimi anni va rammentato lo sciopero dei giardinieri nel canton Sciaffusa nel 2013. « Grazie a quell’azione abbiamo ottenuto aumenti dei salari minimi di circa 750 franchi, in alcuni casi addirittura di 900 franchi », ricorda Chris Kelley. Ora, per dare forza alle rivendicazioni emerse dal sondaggio, Unia ha lanciato una petizione all’attenzione di Jardin Suisse in cui chiede salari minimi adeguati, misure per rendere compatibile la professione con la vita familiare, migliori possibilità di formazione e la possibilità di un pensionamento anticipato. E naturalmente un CCL valido per tutti.