La parità tra uomo e donna è una necessità

Il 14 giugno 2019 centinaia di migliaia di donne e uomini sono scesi in strada per partecipare in Svizzera allo sciopero delle donne*.

Nel campo della parità tra i sessi, la Svizzera deve recuperare terreno. In termini finanziari le donne sono penalizzate perché spesso lavorano in settori a basso salario e molte sono occupate, loro malgrado, a tempo parziale. Sei vittima di discriminazione salariale? Lotta insieme a Unia.

L’uomo porta a casa il salario e la donna resta a casa a fare la casalinga e la mamma. Questa suddivisione dei ruoli è ormai superata e non corrisponde ad una Svizzera moderna, ma rimane prevalente. Per le donne, gli svantaggi e le discriminazioni si fanno sentire durante tutto l’arco della vita lavorativa. Questo perché molte di loro lavorano in settori a basso salario e lavorano a tempo parziale per motivi familiari o loro malgrado. Anche se l’articolo costituzionale sull’uguaglianza tra uomo e donna e la relativa legge di applicazione sono in vigore da tempo, le donne guadagnano ancora oggi circa il 20% in meno degli uomini per un lavoro di uguale valore.

Articolo sulla parità nella Costituzione federale

«Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore.» (Art. 8, della Costituzione federale svizzera). L’articolo sulla parità tra i sessi è ancorato nella Costituzione federale dal 1981. Il primo gennaio 1996 è entrata in vigore la Legge federale sulla parità dei sessi: il suo obiettivo è di realizzare l’effettiva parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Nessuno può essere discriminato sulla base del sesso, dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere ed è vietato per legge remunerare le donne in modo diverso dagli uomini. La realtà è ben diversa.

Il grafico dell’Ufficio federale di statistica mostra l’attuale situazione economica e sociale della popolazione.

Più donne nei settori a bassi salari

Il lavoro delle donne è sottovalutato e pagato male. Proprio nei settori dove i salari sono bassi, come per esempio quelli delle pulizie, della ristorazione-gastronomia e del commercio al dettaglio, lavorano in maggioranza donne. Inoltre, nel fissare la categoria salariale raramente si tiene conto dell’esperienza extraprofessionale, delle conoscenze acquisite con le attività di cura e il volontariato. Ciò penalizza le donne che si accollano gran parte del lavoro familiare.

Il lavoro a tempo parziale è femminile

Sei donne su dieci lavorano a tempo parziale. Per gli uomini, la cifra è di 1,8 su 10. Le prestazioni sociali (cassa pensione e rendita) di chi lavora a tempo parziale sono meno buone e le opportunità di aggiornamento professionale e di carriera sono minori. 

Per le famiglie e le donne con bambini, il lavoro a tempo parziale è spesso l’unico modo per conciliare lavoro e cura dei figli. Ma è anche vero che molte donne vorrebbero lavorare di più. Ci sono anche molti uomini che sarebbero disposti a lavorare a tempo parziale per il bene della famiglia. Ma molti vanno a sbattere contro un muro quando chiedono al datore di lavoro una riduzione del tempo di lavoro. Qualcosa quindi non va.

Discriminazione salariale: nel settore privato oltre il 40% non si spiega

In Svizzera le imprese sono debitrici nei confronti delle donne di circa 10 miliardi di franchi all’anno, perché non versano loro la stessa paga come ai loro colleghi anche se fanno lo stesso lavoro. Le donne guadagnano circa il 20% o in media 657 franchi al mese in meno degli uomini. Solo perché sono donne. Nei seguenti grafici sono indicati i salari medi e le disparità salariali nei settori privato e pubblico nell’anno 2016. Risulta chiaramente che siamo sempre molto lontani dalla parità salariale.

Discriminazione salariale – ecco cosa puoi fare

Hai il sospetto di guadagnare meno del tuo collega pur facendo un lavoro dello stesso valore? Reagisci. Unia ti aiuterà.

  • Prima di chiedere un colloquio con il tuo superiore o con il responsabile del personale devi preparati bene. Puoi contare sul sostegno del tuo sindacato. Fatti consigliare da lui. 
  • Raccogli i documenti a sostegno dei tuoi sospetti. Informati su come sono regolati i salari e i sistemi salariali nella tua impresa.
  • Rivolgiti alla commissione aziendale. Insieme potete fare in modo che il datore di lavoro sveli il sistema salariale o conduca un’analisi salariale. Con il «Logib», la Confederazione mette a disposizione delle imprese un test gratuito di parità salariale. Dal 1° luglio 2020 le analisi salariali saranno obbligatorie per le aziende a partire da 100 dipendenti.
  • Parlare di salari è in Svizzera à sempre ancora un tabù. Fai in modo che le cose cambino e parlane. In questo modo contribuisci a rendere i salari più trasparenti.